Presentazione del volume “La fine di un modello”: un resoconto

#POLITICA #EVENTI #CULTURA
Di Alessandro Sorrentino

(In foto: presentazione del volume “La fine di un modello. L’Umbria, la crisi e la sinistra” presso il Caffè delle Logge)


Sedicigiugno ha avuto il piacere di presentare il volume “La fine di un modello. L’Umbria, la crisi e la sinistra” edito da Il Formichiere e curato da Franco Calistri e Renato Covino. Il libro raccoglie undici contributi di dirigenti politici e sindacali, intellettuali ed economisti riguardo il futuro dell’Umbria dopo la crisi economica apertasi nel 2008.Sono intervenuti alla presentazione, oltre ai curatori, anche Fausto Gentili della redazione di Sedicigiugno, Claudio Carnieri, ex presidente della Regione Umbria e Vincenzo Falasca, candidato al consiglio regionale per la lista Sinistra Civica Verde.

Gli interventi, occasione di riflessione unica circa la crisi del modello economico, sociale e politico dell’Umbria, hanno evidenziato il quadro drammatico di una regione che versa in condizioni di arretratezza economica e che fatica a superare del tutto la recessione del 2008. Aumenta, infatti, il gap tra l’Umbria e le altre regioni dell’Italia centrale e del resto del paese.           

La copertina del volume

Alla situazione di grave difficoltà economica si aggiunge anche un disorientamento socioculturale di tutto il tessuto sociale regionale, dalle classi dominanti fino ai lavoratori, passando per i ceti medi. Tale scenario ha determinato, inevitabilmente, una sfiducia nelle istituzioni, in particolar modo di quelle locali, i comuni e le regioni, come dimostra anche il crescente astensionismo dell’ultimo turno delle elezioni amministrative.

La globalizzazione e lo spostamento dei luoghi e degli strumenti della politica nella rete e nei social network hanno fatto il resto, determinando anche nella nostra regione la richiesta di sicurezza che trova la sua espressione più evidente nella xenofobia e nel nazionalismo fascistoide. In questo quadro appaiono evidenti le responsabilità dei governi di centrosinistra, che per cinquant’anni hanno amministrato la regione. Per questo motivo il sistema politica che ruotava intorno a quest’asse oggi non appare più riproducibile. La speranza è che il nuovo patto civico rappresenti per la sinistra l’occasione per riprendere a riflettere e a discutere, tracciando una linea nuova e ripensando totalmente l’azione.

Sedicigiugno, orgoglioso per essersi fatto promotore di questa mirabile iniziativa, ci tiene a ringraziare quanti, nella serata di ieri, hanno scelto di partecipare, dimostrandoci tutto il loro interesse e il loro supporto.

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