Biodigestore, l’innovazione a portata di naso

#AMBIENTE
di Diego Mattioli

(In foto: l’impianto Asja Ambiente – Foligno biometano. Fonte: http://www.comunirinnovabili.it/asja-ambiente-foligno-biometano/)


Intervista con Sergio Ciucci, presidente della Consulta delle associazioni e dei cittadini (d.m.)

Una recente interrogazione del Movimento 5 Stelle chiede conto di una diffida dell’ARPA  per compost non conforme. Che tipi di difformità sono state riscontrate?

E’ un fatto che  risale allo scorso marzo, quando l’ARPA ha dichiarato di aver riscontrato nell’analisi di un lotto del compost valori non conformi per alcuni parametri: si trattava dei valori relativi agli acidi umici e all’indice di germinazione, più bassi rispetto ai valori richiesti dal d.lgs. 75/2010 . 

Può spiegarci in parole povere di cosa si tratta? 

Gli acidi umici sono sostanze naturali che si formano dalla biodegradazione di materia organica vegetale e sono i principali costituenti dell’humus, mentre l’indice di germinazione indica quanto il compost garantisce la germinazione dei semi.

Quindi si tratterebbe di compost, per così dire, povero e come tale non vendibile, ma senza alcun rischio per la salute?

Esattamente 

Qual è stato il provvedimento di ARPA?

Una diffida a distribuire il compost perché non conforme agli standard richiesti. La ditta ha risposto apportando le dovute modifiche alla produzione del compost stesso.

Quali sono secondo lei le criticità attuali per l’impianto?

Il primo e determinante punto di criticità è la qualità della cosiddetta FOU, Frazione Organica Umida, che per essere utilizzabile deve avere un livello di purezza di almeno l’85%. La situazione non era decisamente buona, ma nell’ultimo anno sono stati fatti progressi significativi efficientando il sistema di raccolta ma soprattutto sensibilizzando i cittadini.E’ stato anche installato un deferrizzatore per rimuovere le componenti di ferro e metalli.

E per quanto riguarda le segnalazioni dei cittadini delle frazioni vicine in merito a cattivi odori che venivano dall’impianto?

È un fatto reale, dovuto ad un problema tecnico: i biofiltri utilizzati per miscelare la materia organica con il verde non hanno garantito il necessario trattamento di assorbimento dei cattivi odori, e l’azienda è dovuta intervenire per la sostituzione. A parer mio l’azienda avrebbe dovuto avvertire i cittadini del problema evitando che si creasse la legittima preoccupazione delle persone. Per il futuro, come ho segnalato all’azienda, si dovrebbe procedere a interventi regolari di controllo e sostituzione preventiva dei filtri, e al contempo migliorare la comunicazione con i cittadini.

Al di là di questo problema contingente, l’impianto garantisce l’assorbimento dei cattivi odori?

Sì, il processo di digestione anaerobica dovrebbe eliminare completamente il problema. Il che non vuol dire che non vi debba essere un costante controllo su ogni singola componente del processo che garantisca la sicurezza e la salute dei cittadini.  L’ARPA  intende installare un naso  elettronico (come  già due anni fa in via sperimentale): lo strumento puo’ essere utile ma mi permetto di osservare che in nessun modo può sostituire il controllo fatto dai cittadini stessi. 

Dall’interno della consulta vengono delle richieste per il suo scioglimento, cosa ne pensa?

Penso sia un errore: la Consulta, in cui tutti operano a titolo gratuito, ha svolto e sta svolgendo il suo ruolo di controllo, chiede costantemente all’azienda dati aggiornati sui quantitativi di rifiuti organici conferiti, sulle quantità di biometano prodotto e sulla qualità del compost e del biometano in uscita. Si è sempre fatta portavoce dei cittadini con segnalazioni alle autorità competenti, ARPA in primis, in caso di problemi. Vorrei anche ricordare che le riunioni sono aperte al pubblico, e  che l’e-mail è consultabiodigestorecasone@gmail.com

Per chiudere: lei è un tecnico, ha suggerimenti circa possibili interventi migliorativi? 

Sarebbe molto interessante, in un’ottica di economia circolare, rendere ancor più virtuoso il processo recuperando la CO2 che viene generata. E’ tecnicamente fattibile, in altri impianti viene fatto, mi auguro che i gestori prendono in considerazione la cosa anche qui. 

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