Un’ambientalista in campagna elettorale

#AMBIENTE #POLITICA
Di Daniela Riganelli


27 settembre ore 15. Sto riposando a letto e guardo su fb le manifestazioni di Friday for Future. Anche mio figlio c’è e non vedo l’ora che torni, ma io non sono andata perché da un mese sono a “riposo” grazie ad  un braccio rotto che ha limitato tutte le attività. In compenso ho avuto il tempo di progettare cosa farò dopo, dopo essere stata forzatamente revocata dal mio incarico di amministratrice in VUS. Obiettivo 2020: lavorare per coinvolgere i ragazzi sui temi ambientali, sfruttando il movimento FFF e potenziando il lavoro sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030. Alle 15,05 chiama Elisabetta Piccolotti, “Daniela ti candidiamo nella lista Sinistra Civica Verde, perché tu sei l’ambientalista che serve a questa regione etc…”. Perde poco tempo a spiegare e mi da zero tempo per pensare, faccio un paio di telefonate, mando qualche messaggio ma niente, l’80% mi dicono lascia perdere…. E invece io decido: alle 17 viene Vincenzo Falasca, firmo i moduli, è fatta.

28 settembre ore 13. Ancora non ho detto niente a nessuno ma in famiglia c’è tensione, non capiscono. Possibile che devo impegnarmi sempre io e prendere delle sonore fregature? A pranzo c’è Enrico Fontana,  della segreteria nazionale di Legambiente ed ex direttore della Nuova Ecologia, “allora Daniela con chi sei candidata?” Spiego, m’incoraggia, anzi mi gasa e mi da  tanti consigli da ex consigliere della regione Lazio. Alle 14.30 “Io voto Vincenzo e Daniela”, è il post di Giovanni Carnevali che da il via alla mia campagna.

30 settembre ore 18. Prima riunione di lista, i candidati si presentano e lì mi rendo conto che non è esattamente il mio mondo: tutti parlano di strategie e lotta alla destra, io parlo di futuro e sviluppo. Contenuti, io non so né dire né fare altro, non so niente di strategie né del percorso fatto sino ad oggi.

La prima settimana passa tra telefonate e organizzazione di qualche materiale: la pagina fb, le foto, scrivere chi sono e cosa ho fatto, quali sono i temi da portare avanti in campagna elettorale. “L’ambiente non è tema  da campagna elettorale”, è quello che ho sempre detto, e allora come faccio a parlarne? Nasce il mio programma: Rigenerare Integrare Valorizzare Eccellere Risanare: RIVER, un fiume di idee per il futuro dell’Umbria (l’acronimo non è mio ma le parole chiave si). Il mio slogan “Umbria, una buona idea di futuro”. Funzionerà? Boh! Che ne sa un’ambientalista di come si fa una campagna elettorale.

6 ottobre. E’ domenica. Di Maio e Bianconi vengono a visitare Novamont, sono a casa. Nessuno sa spiegare meglio di me cosa fa l’azienda e colgo l’occasione per spiegare tutto a Bianconi, una vera e propria lezione di chimica verde. Ma è dura, durissima perché sentire per la prima volta parole come biodegradabile, compostabile, bioplastiche, bioeconomia, bioraffineria… lo so che è troppo. Le assimilerà? Capirà? L’illusione è: capisce lui, capiscono tutti.

Telefona, scrivi, posta, fai i manifesti, i santini, gira, ritira, allestisci la sede. Che fatica!!

13 ottobre, sempre domenica. Rossella Muroni, ospite di Foligno libri, ci chiede di visitare la sede elettorale, allestita giusto in tempo la mattina e ancora senza luce. Organizziamo un piccolo incontro. La gente c’è e per la prima volta parlo ai compagni di rigenerazione territoriale,  di strategie di riciclo, di bioeconomia e di chimica. Vincenzo mi dice: “sei il primo politico che parla di chimica in campagna elettorale”. E’ vero, ma io non so dire altro se non quello che conosco e che mi appassiona. Rossella lo sa, gli altri lo percepiscono.

15, 17, 19, 20, 21 e 23: sono le iniziative politiche che faccio a Spoleto, Narni, Foligno, Magione, Perugia e ancora a Foligno, tutte più o meno pensate da me o in cui ho collaborato o dove sono stata protagonista tipo la “cena per Daniela e Vincenzo” dove ho fatto il discorso più emotivo della mia vita. In più, ci sono tutti gli incontri di Bianconi, lui mi piace, ma io non parlo mai, ascolto e come al solito di ambiente si parla poco, se non in modo generico. “Le iniziative non funzionano!” Me l’avevano detto e io le ho fatte ugualmente perché incontrare le persone e portare contenuti è il mio percorso, la mia narrazione. Per questo mi è servito parlare di sviluppo sostenibile a Narni, di mobilità a Perugia e di imprenditoria innovativa a Foligno. Dagli incontri, anche se poco frequentati, impari tante cose che poi comunichi con i social media, ma soprattutto cresci tu e capisci che hai modo di farti conoscere in profondità. Un lusso che in campagna elettorale non dovresti avere, perché dovresti agire orizzontalmente prendendo più persone possibile. E invece la  campagna elettorale di un’ambientalista è stata fatta tutta al contrario, perché invece di parlare a tutti mi sono rivolta a pochi, invece di urlare ho illustrato, al posto di promettere ho spiegato i temi a me cari e piuttosto che spaventare ho proposto soluzioni. In 671 hanno capito, prossimamente  saranno di più perché l’Umbria è una buona idea di futuro.

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