L’isola felice dove si impara a volare e seminare il terreno

Di Marica Remoli

(In foto: presentazione dell’ultima edizione di Foligno Libri)


Ikaria è un’isola greca nel Mar Egeo. Le sue acque abbracciarono l’Icaro caduto dal cielo, come narra il mito. Più che un’isola, è un ideale: quando l’intraprendenza vola, seppellisce il terrore di cadere. E ne vale la pena; durasse anche un battito d’ali. Quindi, vogliamo parlare di un’isola felice. 

Anche l’associazione Ikaria sembra un’isola felice: uno spazio che riesce a promuovere la letteratura a sfondo educativo e sociale con buoni risultati. La sua attività prende quota: lo conferma il successo della quinta edizione di Foligno Libri che ha visto la partecipazione di Jacopo Fo, Paola Barbato, Massimo Zamboni (tra gli altri). «Tutto esaurito a ogni evento: tavole rotonde, laboratori, conferenze» racconta il presidente Filippo Salvucci. Attualissimi i temi trattati: ecologia, guerre, migrazioni, questioni di genere, che «riscuotono un forte interesse tra il pubblico di Foligno e dintorni», evidenzia il vicepresidente Davide Rossi.

Ma volare significa sfidare la forza di gravità. E bisogna farci i conti con quell’influsso che ci spinge verso il basso. «L’editoria, come altri settori, è soggetta alle forze dell’omologazione – evidenzia Salvucci -. Ikaria cerca di portare a galla gli autori e i testi meritevoli, le gemme offuscate dalle copertine dei best seller». Anche stare con i piedi per terra ha il suo perché: c’è tanto da costruire, quaggiù. Intanto, Ikaria parte dai giovanissimi: «Vogliamo ampliare la nostra attività nelle scuole di ogni grado, promuovere il piacere di leggere e l’attitudine a pensare». 

Sistemati i cittadini di domani, resta da pensare ai cittadini di oggi. E si sa che gli italiani non sono “lettori forti”. Ikaria vorrebbe dedicarsi anche a loro: «Non ci interessa fare il “circolo degli intellettuali”; vogliamo coinvolgere un’audience diversificata, portare la cultura negli spazi in cui è assente, a quelle fasce di popolazione che restano tagliate fuori». Un modello d’ispirazione, dicono, sarebbe quello di Grande come una città, il festival organizzato da Christian Raimo, già ospite di Foligno Libri. «Realizzare incontri a sfondo culturale nei quartieri disagiati di Foligno: un’operazione per abbattere le barriere che ostacolano l’accesso all’informazione, all’istruzione, alla crescita personale». Il timore è che la barriera sia anche generazionale, oltre che sociale: «I grandi assenti delle nostre iniziative sono i ragazzi di età post-scolare, tra i 18 e i 25 anni – riflette Salvucci – Forse non parliamo il loro linguaggio? Vorremmo tanto coinvolgerli nelle attività di Ikaria». 

Tra voli arditi, rischio di cadute rovinose e terreni da fertilizzare, l’augurio per tutti è quello di riuscire a “planare sulle cose dall’alto”, come diceva Italo Calvino. Con Leggerezza.


Lista dei desideri di Ilaria

  • Desiderio realizzabile: accrescere il numero dei soci, perché vogliamo crescere. Non serve tanta acqua ma tanto entusiasmo.
  • Sogno nel cassetto: coinvolgere maggiormente gruppi specifici, tra cui studenti delle superiori, migranti, persone che vivono in situazioni di emarginazione economica e sociale.
  • Desiderio impossibile: diventare una casa editrice. Vorremmo dare voce a giovani autori talentosi e pubblicare testi straordinari mai tradotti in italiano. Ce ne sono tanti, anche tra i classici.

A tu per tu con Ikaria

☎️ Telefono:
328 597 4657

📱 Facebook: https://www.facebook.com/ikariaassociazioneculturale/   

✉️ Per partecipare: info@associazioneculturaleikaria.it 

🖋 Per sostenere l’associazione: contatta l’associazione e scopri come puoi renderti utile

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