Dipendenze, l’alcool al primo posto

#CENTROEPERIFERIE #CITTÀINVISIBILE
Di Luca Severini

(In foto: l’Unità di strada in servizio)


Ultimamente si sente spesso parlare del problema delle dipendenze e dell’uso di droga nel nostro territorio, in particolare per quello che riguarda la sicurezza di coloro che sono più esposti a questi tipi di rischi. Per indagare su quali siano realmente i problemi della nostra regione e di Foligno riguardo alle dipendenze, all’uso di sostanze ed al gioco d’azzardo siamo andati a parlare con Lucia Coco, psicologa, psicoterapeuta, referente del centro regionale di Foligno per il disturbo da gioco d’azzardo e responsabile per la promozione della salute per il distretto di Foligno.

Quali sono le principali dipendenze diffuse nel nostro territorio?
Il modo migliore per rispondere a questa domanda è consultare i dati più recenti pubblicati dall’Osservatorio Epidemiologico sulle Dipendenze nel Report 2019 sul consumo di sostanze psicoattive e giochi d’azzardo in Umbria, reperibile sul sito della Regione Umbria. I dati vengono da due indagini statistiche svolte da ESPAD®Italia nel 2017-2018 e IPSAD® nel 2013-2014 e 2017-2018. Queste ricerche stilano una classifica delle maggiori dipendenze presenti nella popolazione generale (tra i 15 ed i 64 anni), mettendo l’alcool al primo posto con l’82,4%, poi c’è il gioco d’azzardo con il 44.2%, il tabacco con 28.6% e successivamente vengono le sostanze illegali come la cannabis con 9.9%, la cocaina con il 2.4%, l’eroina con lo 0.9% ed altre sostanze stupefacenti tutte sotto l’1%.

Invece per quanto riguarda la popolazione giovanile?
La situazione per i giovani tra i 15 e 19 anni è essenzialmente la stessa: troviamo al primo posto nuovamente l’alcool. I dati più recenti ci dicono che negli ultimi 30 giorni il 64.9% della popolazione studentesca ha assunto bevande alcoliche ed il 31.1% ha praticato il binge drinking, ovvero il consumo di 5 diverse sostanze alcoliche in un arco temporale di alcune ore. Il dato più preoccupante però è sicuramente quello che riguarda la popolazione di 11 anni di età che vede un consumo di alcol del 6%. Al secondo posto invece c’è il consumo di cannabis al 16.3%, poi il consumo di cocaina all’1.3%, eroina allo 0.6% ed altre sostanze stupefacenti intorno all’1%, queste percentuali diminuiscono con l’aumentare dell’età, in particolare il consumo di cannabis. Anche se è essenziale non sottovalutare le altre sostanze è lampante che se si deve parlare di emergenza questa si riferisce sicuramente al consumo di alcool.Inoltre, per quanto riguarda i dati del consumo di sostanze negli ultimi 12 mesi l’80,8% ha fatto uso di alcool, il 42,9% ha fatto uso di tabacco, il 35.8% ha giocato d’azzardo, il 27.9% ha fatto uso di cannabis e per le altre sostanze stupefacenti tra l’1-2%. Questi dati fanno emergere in primo luogo un problema di legalità, in quanto alcool, tabacco e gioco d’azzardo pur essendo legali sono vietate ai minori di 18 anni, ma anche una situazione di policonsumo poiché, solitamente, chi fa uso di sostanze più “forti” fa sistematicamente uso anche delle sostanze più “leggere”.

In che modo state combattendo queste dipendenze?
Iniziamo a fare sensibilizzazione fin dalla scuola dell’infanzia per promuovere stili di vita sani, incentivando la prevenzione, ma senza terrorizzare i giovani. Si deve agire per promuovere una cultura diversa all’interno delle famiglie e della comunità il che non è facile, ma è essenziale per ottenere veri risultati. Stiamo portando avanti progetti che mirano a creare nei giovani la capacità di saper dire no ai quei comportamenti sbagliati e che essi stessi condividano con i loro pari questi modi di agire e prendere decisioni.
Il Girovento di Foligno oltre agli usuali percorsi attivi da diverso tempo ha attivato un nuovo servizio online chiamato “Giroweb” che permette di essere aiutato senza arrivare fisicamente allo sportello e “Giovani 2.0” che accoglie giovani con problematiche di vario tipo, non solo per uso di sostanze.

Secondo lei si potrebbe fare di più?
Il vero problema è: come questi giovani riescono ad entrare in contatto con queste sostanze? Perché risulta così facile? Per cui ben venga il controllo del territorio in quest’ottica, ma ciò che è veramente essenziale è la promozione di comportamenti alternativi all’uso di sostanze. Per cui promuovere una cultura che prevenga l’abuso di sostanze ed in quest’ottica i nostri progetti per la prevenzione si rivolgono a giovani, studenti ed educatori, ma un ulteriore passo in avanti sarebbe quello di riuscire a raggiungere i genitori in modo da far arrivare questi messaggi ai giovani durante tutta la crescita e lo sviluppo.
Per quanto riguarda la dipendenza dal gioco d’azzardo in Umbria sono 10000 le persone a rischio. Quanti di loro sono consapevoli di avere un gioco problematico? Riusciamo a renderci conto di quando si sorpassa il limite della dipendenza? Sappiamo cosa significa avere un comportamento a rischio? La cultura generale della nostra società ci fornisce gli strumenti per rendersi di conto di questo? Quanto abbiamo normalizzato questi comportamenti sbagliati?

È questo l’ambito in cui c’è ancora molto lavoro da fare e queste sono solo alcune delle domande a cui è doveroso trovare delle risposte per combattere ancora più efficacemente il problema delle dipendenze.

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