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Spaziodanza, tra passione e responsabilità

Beatrice Della Longa intervista Maura e Patrizia Bocci, dirigenti e istruttrici della scuola Spazio Danza di Foligno, una realtà che, da ormai trent'anni, porta avanti una formazione professionale e, allo stesso tempo, inclusiva.

#CULTURA #SPETTACOLO #SPORT
Di Beatrice Della Longa

(Nelle foto: le ballerine e i ballerini di Spaziodanza, crediti foto Spaziodanza)


Sono passati ormai 24 anni dalla mia prima lezione di danza. Ricordo precisamente il primo giorno di lezione: la paura mista ad eccitazione mentre salivo le scale di quella che allora era una piccola scuola in via Fornaci Hoffman, papà che cercava impacciato di capire quale fosse il giusto verso del mio body rosa confetto. Ricordo che tutte le altre bambine erano accompagnate dalle loro mamme, affaccendate nello spacchettare calze, lacca alla mano, pronte per la preparazione dello chignon. E poi c’era mio padre, che non aveva idea di come affrontare il dramma pettinatura. Per fortuna ci è venuta in soccorso la maestra Maura, al tempo una giovane da poco diplomata all’Accademia Nazionale di Danza. Da quel giorno, per molti anni a venire, fu lei a legarmi i capelli prima della lezione. Sì, sono passati 24 anni e rientrare oggi in quel posto mi emoziona ancora. Perché la scuola di danza per me rappresenta un luogo di tante gioie, tanta fatica e tanti sacrifici, in cui ti formi e conosci persone che probabilmente non avresti mai incontrato altrimenti. Un luogo dove dare tutta te stessa. Credo che tutti noi dovremmo avere un posto così. Oggi ho rincontrato le maestre di una vita, Maura e Patrizia Bocci, che dirigono la scuola Spazio Danza di Foligno, una realtà che ha dato prova di saper sopravvivere in una piccola città come la nostra, crescendo sempre di più, formando dei giovani uomini e donne non solo con la professionalità e la passione necessarie per farci acquisire la tecnica della danza, ma anche con la convinzione di poter dare di più ai propri allievi: trasmettere dei valori di solidarietà che oggi mi rendono la persona che sono.

Come si è evoluta la scuola nel tempo?
Ormai 30 anni fa siamo succedute ad Enrica Bizzarri, fondatrice della Scuola, e nel tempo abbiamo acquisito molti validi elementi, tra cui Nicoletta Ippoliti che oggi ci affianca nella direzione. Spazio Danza ha un indirizzo professionale, perché crediamo che una Scuola debba avere la capacità di saper riconoscere le eccellenze e metterle nella condizione non solo di studiare bene, ma anche di approfondire lo studio ed avviare una carriera. Siamo però totalmente convinte che la danza debba essere per tutti, teniamo molto a non fare distinzioni all’interno delle classi e a permettere a chiunque di studiare ed esprimere le sue potenzialità. Abbiamo anche introdotto un corso per adulti principianti, proprio perché crediamo che anche chi non ha mai ballato debba poter avere l’opportunità di farlo. Tutti i nostri allievi sono divisi per età, studiano almeno tre volte alla settimana ed hanno l’opportunità di frequentare più corsi con vari generi e discipline. Cerchiamo di seguirli tutti con attenzione, di comunicargli la nostra passione e di incoraggiare gli elementi più talentuosi avviandoli ad un percorso specifico. Di aprirgli la strada, insomma.

In che modo?
Innanzi tutto sia noi che tutti i nostri insegnanti e collaboratori abbiamo studiato molto per poter fare questo lavoro e ci teniamo a dirlo perché purtroppo non sempre è così, non essendoci una legislazione che garantisca un adeguato livello. Molto importante poi è continuare a studiare: nel nostro ambito, come in tutti gli altri, è fondamentale una formazione continua. Ogni mese ospitiamo insegnanti di chiara fama e questa diventa un’occasione di formazione non solo per gli allievi, ma anche per noi insegnanti. In una realtà come Foligno, lontana dai centri di formazione delle grandi città, la possibilità di studiare con degli insegnanti di livello non è scontata. Ed è proprio da queste occasioni che nascono anche delle opportunità per gli allievi. Siamo molto fiere di avere numerosi ragazzi che studiano e lavorano nel mondo della danza: due ragazze che studiano al Teatro dell’Opera di Roma, una che frequenta il terzo anno alla Codars di Rotterdam, un’altra alla Rambert School di Londra, sappiamo da poco che un nostro allievo terrà un corso di danza in Cile e ce ne sono numerosi diplomati all’Accademia Nazionale di Danza.

Quindi nonostante la realtà di provincia, siete riuscite ad aprire delle porte. Cosa manca secondo voi ad una città come Foligno?
Un grande Teatro! Qui a Foligno non abbiamo uno spazio pubblico adeguato al tipo di attività che svolgiamo. Per lo Spettacolo di fine anno ci serviamo del Politeama che è un Cinema/teatro, ma è privato e questo rende più alti i costi, che sono per lo più a carico delle famiglie. C’è poi l’Auditorium San Domenico, un luogo incantevole, ma purtroppo non adatto ad un Saggio di danza con molti allievi, tra i quali molti bambini, a causa dei ridotti spazi dietro alle quinte e nei camerini.

Avete però recentemente portato in scena all’Auditorium uno Spettacolo di beneficenza in collaborazione con Emergency e Giovanni Guidi…
Sì, abbiamo pensato insieme questo spettacolo che ci ha reso molto felici. Prima di tutto per il grande successo che ci ha permesso di raggiungere lo scopo fondamentale: raccogliere fondi destinati ad un ospedale pediatrico in Sierra Leone. È stata poi una grande gioia aver dato un’opportunità in più ai nostri ragazzi di esibirsi in uno spazio splendido come l’Auditorium, di averlo fatto con un artista come Giovanni, ma soprattutto di avergli dato un motivo in più per danzare: esibirsi per una così giusta causa ha reso il tutto molto speciale e ha fatto sentire loro di star facendo una cosa molto importante. Li ha emozionati molto.

Non è la prima volta che collaborate con Emergency….
Infatti, in realtà sono molti anni. In particolare ogni anno per il saggio finale ci teniamo a ricordare chi è più sfortunato di noi. Si tratta di un pensiero simbolico, noi lo chiamiamo Un passo di solidarietà. Siamo convinte che la Scuola di Danza sia uno spazio di formazione sotto molti aspetti. I ragazzi la scelgono e la frequentano con passione e ciò che la Scuola deve insegnare non sono solo i passi o la tecnica perché la danza è comunicazione, è apertura: con il corpo comunichi le tue emozioni, e la Scuola deve aiutare ad aprire la mente e il cuore! I nostri ragazzi insieme a tutti loro cari che sono lì a vederli in quella giornata così importante, quella in cui si porta in scena il duro lavoro fatto durante l’anno, hanno l’opportunità di pensare ad un mondo che paradossalmente è totalmente in antitesi con questo. Ci sono bambini malati, mutilati dalla guerra, che non hanno e non potranno mai avere l’opportunità di danzare, di esprimersi con spensieratezza. E noi, in quella giornata di gioia e costumi scintillanti, circondati da chi amiamo, abbiamo il dovere di mandare un pensiero a chi non ha questo grande privilegio.

Siete entrambe insegnanti di asilo, oltre che di danza. I ruoli però sono diversi?
Lo sono necessariamente. Il ruolo dell’insegnante è sempre fondamentale, ma succede più spesso che l’insegnante di danza diventi un modello, per questo anche va vissuto con grande responsabilità. A differenza della scuola dell’obbligo, questo è un luogo che scegli di frequentare e in cui svolgi una disciplina che sicuramente ami. Di conseguenza gli allievi sono più motivati e sicuramente più disciplinati! Per questo teniamo molto a trasmettere dei valori di solidarietà e uguaglianza, cercando di dare il buon esempio.

Un consiglio da dare ai giovani danzatori?
Ce ne sarebbero tanti, ma sicuramente uno: noi abbiamo seguito una grande passione e nonostante la fatica e il tanto studio necessari sappiamo che avere una passione e dedicarsi a questa davvero non ha prezzo, è una cosa che ti dà gioia, che cresce con te.

Saluto Maura e Patrizia e quel luogo che tanto amo con la conferma di aver ancora una volta imparato  tanto, pur non avendo mosso (stavolta) neanche un passo di danza.

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