Storielle senza importanza [6] – Luca #2 – L’assedio

#STORIELLESENZAIMPORTANZA
A cura di Marco Parlato

Dato che Valeria non era raggiungibile, consultò la lista dei contatti verso l’alto fino al nome che cercava. Avrebbe voluto telefonare, ma c’erano delle regole.
Il modo più facile per infrangere le regole è approfittare di condizioni non comuni e invocare l’eccezione in nome della nostra incolumità. I peggiori infami della storia antica, moderna e contemporanea se ne sono sbattuti delle regole, approfittando di situazioni eccezionali volute dal caso o allestite da loro.
Che pensieri cupi che aveva Luca, ancora seduto nel corridoio. E tutto ciò perché si sarebbe sentito in colpa se avesse chiamato Dalila con la scusa dell’ospite indesiderato, ho dovuto telefonare, sì, sono uno stupido, ma mi manchi come non mai, che frasi banali si dicono quando si è soli, come stai, ho un pipistrello nel salotto, tuo marito è di là…
Il telefono squillò.
Luca, come stai?, Tu come stai, Dalila, ma perché mi chiami, tuo marito… Mio marito è andato via prima dell’inizio della quarantena, avrei voluto chiamarti subito, ma le regole, Luca, le regole vanno sempre rispettate, e io non me la sentivo di chiamarti, nonostante la situazione eccezionale, i peggiori infami della storia… Dalila? Dimmi, Luca. Dalila, mi mancano i tuoi discorsi, le discussioni di storia, il racconto dell’assedio di Caffa nel 1347. Luca? Dimmi, Dalila. Ma come ti viene da pensare a Caffa, adesso? Perché sono sotto assedio, ho il pipistrello che è come un corpo appestato lanciato con le catapulte di Ganī Bek… Luca, mi manchi come non mai, che frasi banali si dicono quando si è soli. Ma ora non siamo soli, anzi, vengo da te, dormiamo insieme stanotte, tuo marito è andato via. Luca. Dimmi, Dalila. Luca, così non infrangerai solo le nostre, di regole. Ma la situazione è eccezionale, Dalila. Lo è davvero? Due infami che si amano restano due infami.
Luca staccò l’orecchio dal cellulare. Dal salotto proveniva ancora l’inquietante fruscio.
Senza interrompere la telefonata, corse in camera e aprì l’armadio. Dopo un’occhiata distratta, cominciò ad arraffare vestiti per gettarli alla rinfusa in una larga borsa. Che azioni banali si fanno quando… le si fanno sempre, Luca. Dalila, sto partendo. Ma cosa dici, Luca, resta lì, non posso. Dalila, se suonassi alla tua porta ora, mi apriresti? Se tu suonassi ora, ti aprirei. E allora cosa cambia tra ora e venti minuti? Niente, Luca, non cambia niente; e questo è il problema.

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