Lavoro Società

L’intervento della Rsu di UMBRAGROUP

L'intervento della Rappresentanza sindacale unitaria di UMBRAGROUP .

#SOCIETÀ #LAVORO

(In foto: la sede di UMBRAGROUP in Via V. Baldaccini 1)


Continua la nostra inchiesta sul mondo del lavoro all’interno delle fabbriche folignati, dopo aver accolto la posizione di alcuni lavoratori dell’azienda, pubblichiamo di seguito l’intervento della Rappresentanza sindacale unitaria di UMBRAGROUP in merito all’articolo “Coronavirus: la situazione nelle fabbriche folignati” di Alessandro Sorrentino da noi pubblicato il 26 marzo 2020. È nostro interesse, tuttavia, informare i nostri lettori che la redazione ha tentato, più volte, di contattare la Rsu di Umbragroup nei giorni precedenti alla pubblicazione dell’articolo. Tuttavia non è stato possibile, purtroppo, avere un dialogo con la stessa, in nessuna modalità.

Di seguito il comunicato:

Gentile redazione, vi chiediamo di pubblicare le seguenti precisazioni, in merito al vostro articolo, uscito il 26 in sulla situazione delle fabbriche folignati al tempo del covid 19.

Vi chiediamo questo perché, nella situazione attuale di emergenza, riteniamo utile dare anche dei segnali rassicuranti e non alimentare il nervosismo che, come è normale, investe tutti noi, nessuno escluso.

Sono giornate in cui non mancano liti e discussioni ma il nostro interesse è unicamente superare questa fase nella nostra azienda, tutelando la salute di tutti e la piena occupazione.

Lo strumento che stiamo utilizzando è il protocollo sulla sicurezza firmato tra parti sociali ed il Governo per cui è stato costituito un Comitato per la Salute e la Sicurezza tra rappresentanti aziendali e rsu ed rls.

Dal vostro articolo ci sembra, piuttosto, che emerga una visione distorta della realtà, sottolineiamo ,ad esempio, che la chiusura temporanea della mensa è stata disposta più per scelta della rsu che della Direzione che, sulla questione, era più possibilista. Abbiamo voluto determinare questa scelta perché in una ipotesi di diffusione del contagio quello era il luogo fisico più pericoloso. Abbiamo scelto, poi, di far corrispondere ai nostri colleghi una indennità di mensa piuttosto che un sacchetto sapendo bene che la tipologia di pasto non avrebbe sodisfatto la maggioranza. Chiaro che è un disagio, ma vi dobbiamo dire che la stragrande maggioranza dei lavoratori è così impaurita che ha di gran lunga preferito questo tipo di soluzione assolutamente temporanea.

È un clima strano quello che si vive in azienda ai tempi della epidemia, siamo soliti lavorare collaborando e magari lasciandoci 5 minuti per un caffè di gruppo per socializzare, ora ognuno è al suo posto, i contatti sono minimi e distanziati, non è un mondo che ci piace questo, è un fatto di necessità che purtroppo rende meno piacevole il luogo di lavoro.

Da come tutti rispettano rigorosamente questa prescrizione capirete quale tensione ci possa essere all’interno di ognuno nei confronti di questa pandemia, viviamo il lavoro come un luogo di quarantena .

È vero piuttosto che vi è stato qualche giorno in cui l’approvvigionamento dei DPI è stato difficoltoso , come in tutta l’Italia,  c’è stata anche una discussione con la Direzione se fosse stato il caso di accontentarsi di rispettare  il precetto della norma di rimanere a distanza o se avessimo dovuto fermarci qualche giorno in attesa della fornitura delle mascherine, mascherine che ora sono distribuite giornalmente a tutti e che abbiamo preteso di indossarle obbligatoriamente tutti.

Anche sulla questione delle salviette igienizzanti per wc non vorremmo si crei un caso, nei giorni in cui dicevamo c’era difficoltà nell’approvvigionamento si è acquistato qualunque prodotto utile ad igienizzare, in particolare maniglie, tastiere eccetera….poi secondo le indicazioni ministeriali e dell’Oms abbiamo iniziato anche ad autoprodurci soluzioni all’ipoclorito di sodio e detergenti, tutto secondo norma.

Vorremmo sottolineare che tra le varie misure che abbiamo preso nel comitato , di cui sicuramente non avete avuto informazione, ve ne sono alcune di vitale importanza.

I contatti esterni sono stati in pratica eliminati, non ci sono più ditte esterne all’interno se non quella delle pulizie, le cui operatrici vorremmo ringraziare, in questo momento ci accorgiamo di quanto siano importanti, sono vietate le trasferte, ci sono procedure di scarico delle forniture per cui il trasportatore , rimanendo nel suo mezzo, non entra in contatto con nessuno.

Lo smart working è stato implementato per ogni ruolo a cui era possibile applicarlo, le riunioni sono solo in videochiamata.

Tutte le postazioni sono state dotate di strumenti per igienizzare , si è deciso tutti i sabati di fare la sanificazione della officina, sui nostri ambienti che sono tutti con temperatura condizionata è stato portato lo scambio di aria al 100% con l’esterno.

Si sta favorendo l’utilizzo delle ferie, fortunatamente in molti hanno ferie arretrate dello scorso anno, si sono spostate persone su più turni, tutto ovviamente al fine di rarefare le presenze in azienda.

Sono in studio altre misure come l’accesso in azienda in orari diversificati .

Vi abbiamo presentato una serie di azioni che abbiamo attuato, ci teniamo a sottolineare che non è questo un mondo che ci piace, che tutte queste restrizioni rendono più difficile lavorare, tutto è più gravoso , è più fatica e sicuramente c’è più stress.

 I lavoratori Umbra hanno quindi un maggior carico, le preoccupazioni di chiunque oggi esce di casa sono presenti e non sono le misure prese a distogliere dall’angoscia di un evento così epocale.

Pubblicando questo comunicato ci date la possibilità di cercare almeno di comunicare una maggiore serenità, se possibile, il periodo che ci attende plausibilmente non sarà breve, dobbiamo adeguarci per poter guardare avanti ma dobbiamo anche evitare di pensare che certe misure siano la normalità, torneremo a mangiare nella nostra mensa, ci sarà il giorno in cui non ci terremo lontani dal nostro collega perché ipoteticamente può essere un veicolo di contagio ma torneremo ad assaporare il piacere di essere una comunità

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