storiellesenzaimportanza

Storielle senza importanza [12] – Valeria #3 – La chiave

Dodicesimo appuntamento con i racconti giornalieri di Marco Parlato!

#STORIELLESENZAIMPORTANZA
A cura di Marco Parlato

La valigetta aveva un doppio fondo, nel quale era nascosta una chiave.
Lo scrittore la tenne nel palmo come se si aspettasse che prendesse vita e volasse via, una chiave dove vuole che vada, magari nelle mani sbagliate?, cara Valeria, questa è un’espressione davvero inflazionata, mi scusi, non sono una lettrice forte, anzi, non sono una lettrice affatto, ci sono giornate luminose dove sento di potere fare tutto, di aprire un libro che mi incuriosisce, di riuscire a leggerne uno a settimana, ma poi sento dei fili che mi trascinano fuori, non meno di come verrebbe trascinata una marionetta, e allora lascio perdere i libri e vado a passeggiare lungo il fiume con Franco, o a camminare per sentieri, anche il contatto con la natura è importante, non spreco il mio tempo, lo trascorro solo diversamente, quel famoso scrittore disse che chi legge libri vive tante vite, ma io ho appena il tempo di vivere la mia!, Giulia, un’amica, lei sì che legge, direbbe che questa è una situazione kafkiana, o forse dostoevskiana, non ne capisco molto, che vergogna, lo so.
E perché non dickensiana, orwelliana, shakespeariana, cara Valeria, e ancora leopardiana, pirandelliana, verghiana, poveri nostri amati autori, quand’è che sono stati ridotti a aggettivi da lanciare in aria peggio dei coriandoli?
Lo scrittore chiuse il pugno attorno alla chiave e disse di seguirlo alla sua tenda.
C’era un forte sole primaverile, che scaldava l’atmosfera priva di vento. Una giornata da gita fuori porta, da fiumi e mare, da braci nei prati, da letture e pisolini al sole dei balconi, una giornata che tutti malediranno di non aver potuto vivere. Perché quando si sta dentro e fuori c’è il sole si vive il rimpianto. E quando piove la consolazione è fin troppo magra.
Si sedettero davanti al falò spento.
Questo è il momento dove lo scrittore apre una porta, ma non da solo, cosa c’è dietro la porta?, aspetta, Valeria, devi avere pazienza, se tutte le porte si aprissero subito non esisterebbe nessuna storia, e noi non faremmo altro che aprire e chiudere porte, senza la possibilità di apprezzare la vita, le fugaci felicità, le persone che amiamo o che ci illudiamo di amare, persino una carezza al cane non troverebbe posto in un mondo di porte che si aprono facilmente, dobbiamo ringraziare le porte chiuse.
L’ultima frase la disse guardandosi la mano nella quale giaceva la chiave. Valeria notò la fede attorno all’anulare dello scrittore.
Va bene, aspetterò, ma non so fino a che punto riuscirò a stare ferma, è uno di quei giorni che le dicevo prima, che sento di potere fare tutto, leggere cento libri al giorno, correre la maratona, girare il mondo in autostop, aprire per lei una porta misteriosa, Valeria, tranquilla, adesso ti dirò tutto, è normale avere momenti simili, ce li ha spesso anche mia moglie Dalila.

Leggi l’episodio successivo

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...