Lavoro Società

L’unica certezza è l’incertezza

«Ciò che chiedo alla città, a chi l’amministra e a chi si occupa del mondo della cultura e dell’intrattenimento, è di unirsi, cercando di spingere questa vettura in panne tutti insieme per farla ripartire. Ognuno con le proprie energie, con il proprio senso di responsabilità e soprattutto con la propria professionalità». L'appello all'amministrazione folignate e al mondo locale degli addetti allo spettacolo dal vivo, firmato da Giampiero Stramaccia, Direttore artistico di Dancity Festival.

#EPIDEMIA #LAVORO #SPETTACOLO
Di Giampiero Stramaccia, Direttore artistico di Dancity Festival


Appello all’amministrazione folignate e al mondo locale degli addetti allo spettacolo dal vivo.

Abbiamo passato gli ultimi tre mesi della nostra vita a cercare di rimettere a posto il nostro passato e a cercare di dare un senso al nostro presente. Siamo riusciti ad adattarci ad un modo di vivere che fino a qualche tempo fa sembrava impossibile affrontare. Oggi è giunto il momento in cui dobbiamo pensare al futuro, eppure non abbiamo mai avuto una pressione così forte nell’immaginare il tempo che verrà. A pensarci bene abbiamo vissuto in costante incertezza anche prima del Coronavirus, ma il presente ci ha sempre dominato e non ci ha dato una visione del domani se non nelle pratiche futur-quotidiane, futur-burocratiche, tanto che la nostra prospettiva di futuro è stata sempre orientata agli anni che ci rimangono alla fine del mutuo o a quanti soldi avremo, forse, tra tre anni, se azzecchiamo le nostre mosse.

Non siamo abituati a pensarlo come futuro dell’umanità, della nostra umanità e di quella che ci circonda. Questo, ora, ci spaventa più del virus.

Viviamo nell’incertezza, ma come si può dare una prospettiva a questo umano sentimento? Credo che, per superare un momento così difficile, la prima cosa da fare sia integrarsi, condividere, convivere ed essere solidali, cercando di dare ossigeno ad un motore che si sta ingolfando; per farlo ripartire, tutti insieme. 

Io mi occupo di organizzazione eventi, ormai da tanti anni, e già quando a Foligno arrivò il Dancity e poi un club, l’incertezza della riuscita di esperimenti, così inimmaginabili prima di allora, ha sempre dominato sia le persone intorno, sia il sottoscritto. Poi, perseverando con impegno nel lavoro, ti rendi conto che le cose prendono forma quando, in modo assennato, si crede in un progetto e si trasmette il valore della passione, valore che è trasversale tra discipline e gusti. La passione genera curiosità, forse anche ammirazione.

Ciò che chiedo alla città, a chi l’amministra e a chi si occupa del mondo della cultura e dell’intrattenimento, è di unirsi, cercando di spingere questa vettura in panne tutti insieme per farla ripartire. Ognuno con le proprie energie, con il proprio senso di responsabilità e soprattutto con la propria professionalità. Sì, perché per immaginare un futuro rivolto alle arti performative, che da circa tre lustri hanno reso Foligno il fiore all’occhiello della nostra regione (prima di allora, vi garantisco, specie per i giovani lettori, non c’era praticamente niente), che hanno contribuito a creare il fenomeno della “movida” (che significa posti di lavoro e indotto economico, ma che per contrappasso ha impigrito le iniziative, le ha omologate e ne ha indebolito il potere deflagrante), è necessario mettere in campo le professionalità. Quelle di chi ha investito totalmente la propria vita e la propria ricerca in questo “effimero” settore, quelle che da anni si impegnano per dare ai cittadini di tutte le età, ai turisti e agli appassionati una varietà di offerta di altissimo livello, quelle professionalità dietro le quali ci sono persone, che possono sembrare un po’ strane e un po’ Peter Pan, ma che credono in un progetto di crescita e, alla stessa maniera di tutti gli altri, devono sottostare alle regole del sistema; che saranno le ultime a poter tornare ad un ritmo di lavoro normale e la cui sopravvivenza, sia artistica sia per il mantenimento quotidiano, è a rischio.  

Anche se non ci sono ancora dei parametri normativi chiari e delle prospettive certe, sarebbe una scelta preziosa, da parte dell’amministrazione cittadina, la costituzione di un tavolo di lavoro, una piattaforma che consenta lo sviluppo condiviso di un piano modulare e dinamico, al fine di immaginare e creare uno spazio estivo per le espressioni artistiche che compongono il nostro territorio: musica, teatro, intrattenimento, cinema. Un luogo per tutta la comunità, ma anche per chi, da fuori, potrà essere attratto dalla nostra città, perfetta per questo tipo di iniziative. Ovviamente nel rispetto di tutte le misure precauzionali e prescrizioni anti Covid-19.

La nostra Amministrazione ha sul tavolo alcune proposte che sono state redatte su misura per questo contesto. L’appello è di prenderne visione e di farsi promotrice per organizzare una sorta di task-force, con l’obiettivo di preparare una prospettiva e delle soluzioni che possano riattivare il motore culturale di Foligno e renderlo speciale come è stato negli ultimi anni.

Allo stesso modo mi rivolgo agli addetti ai lavori: sarebbe il giusto momento per compattarci e unire le forze. Una volta fatto ripartire questo motore, ognuno potrà poi perseguire la propria rotta e aggiungere quel qualcosa, necessario per continuare a costruire la molteplicità di offerte che, se fatte con professionalità e passione, qualsiasi amministrazione virtuosa e lungimirante non avrebbe motivo per non continuare ad alimentare. 

I professionisti dello spettacolo conoscono bene l’incertezza, è il loro pane quotidiano, ci convivono: immaginate l’incertezza del meteo, l’incertezza del “verrà gente?”, “piacerà?”, l’incertezza di un problema tecnico, logistico e tante altre… Quando il pubblico vive un evento nel modo più naturale possibile e senza intoppi, quando sembra così facile realizzarlo (fin quando non ci si prova), significa che le complessità che si celano dietro l’organizzazione sono state gestite al meglio.

Gli unici che possono dare certezze a questo periodo di incertezza sono esattamente loro, i professionisti. Con il loro lavoro possono dare un prezioso contributo alla ripartenza dell’economia, all’arricchimento culturale, alla ripresa del turismo. Aiutiamoli a sopravvivere, aiutiamoli a continuare a creare, cosicché ci possano ancora e ancora regalare quelle emozioni irripetibili dello spettacolo dal vivo.

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