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Continua la battaglia dei letturisti licenziati

Gli sviluppi su questa vicenda che abbiamo seguito sin da dicembre. Ora la vicenda, paradigmatica di certi abusi su alcune filiere, è finita anche in Parlamento. La voce ai lavoratori licenziati.

#LAVORO
Di Redazione

(In foto: la sede della Valle Umbra Servizi)


Li avevamo intervistati a Dicembre e avevamo continuato a seguire la vicenda nel tempo. Ci avevano raccontato delle loro condizioni di lavoro. Degli appalti al massimo ribasso e di come gravavano sulle condizioni retributive, delle minacce e offese che dovevano subire sistematicamente dai responsabili delle aziende, di come erano costretti a lavorare con le loro auto private, del precariato decennale che hanno subito alle indirette dipendenze di vus e di come questo abbia comportato diminuzione delle tutele, azzeramento dell’anzianità e prospettive incerte. 

Ora, prendendo a pretesto la crisi del coronavirus, l’azienda che ha vinto l’appalto, malgrado la clausola sociale del bando, ne ha lasciati 9 a casa. Proprio i 9 che, dopo tutto questo, avevano deciso di esigere anche sul piano sindacale i loro diritti. 

«La vus non sembra pretendere che il proprio stesso bando venga rispettato, la Cgil è da Marzo che ha richiesto incontri ed ha mandato lettere cui nessuno ha mai risposto fino ad inizio Maggio». «C’è un po’ di insopportabile scaricabarile».

Sembra che ora l’azienda che ha vinto l’appalto voglia continuare «chiedendo condizioni inaccettabili e che non rispettano il bando di gara». Ma i lavoratori, che sono a casa senza ammortizzatori, si rifiutano.

«L’azienda ha avuto l’intelligenza di non scrivere mai niente su carta, ma informalmente abbiamo capito che, malgrado si faccia riferimento ad un contratto collettivo del commercio, dovremmo lavorare coi contributi solo 16 ore settimanali pur iniziando alle 9 per finire alle 17», «è fondato pensare si tratti dell’ennesimo contratto pirata», «addirittura abbiamo informalmente appreso ci sia il cottimo a 0,33 centesimi per ogni lettura».

«L’azienda appaltante sta facendo lavorare chi non ha tessera sindacale, due ex licenziati e 3 in trasferta da Lucca». «Noi ora aspettiamo di capire come intende muoversi il sindacato e vorremmo che si avvii la pratica per atteggiamento antisindacale».

Tutta la storia nel mentre è finita al ministero del lavoro, ne dà notizia Elisabetta Piccolotti tramite un post Facebook ripercorrendola e annunciando che Sinistra Italiana ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro del Lavoro che recita «… [i lavoratori] sostanzialmente sono stati posti davanti ad una scelta impossibile: mettersi l’uno contro l’altro per conservare il posto di lavoro, oppure rifiutarsi e venire rimpiazzati con altri lavoratori» chiedendo anche quali iniziative il ministero intenda assumere affinchè ci sia un concreto rispetto della clausola sociale anche in futuro.

I lavoratori intanto continuano a restare a casa.

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