Città La Città Invisibile

“Daspo: donare amore senza provare odio”. Lettera al sindaco del gruppo No daspo Foligno

Ripubblichiamo, di seguito, la lettera del gruppo No Daspo Foligno rivolta al Sindaco a seguito delle dichiarazioni del primo cittadino in un suo post Facebook del 17 settembre.

#CITTÀ #CITTÀINVISIBILE #ISTITUZIONI
Lettera al sindaco del Gruppo No Daspoo Foligno

(In foto: immagini del Flashmob contro il Daspo Urbano tenutosi a Foligno il 12 ottobre2019. Foto di Marica Remoli)


Egregio Signor Sindaco, 

leggere in un post pubblicato su Facebook il 17 settembre che, in riferimento ai fenomeni di criminalità in Piazza Matteotti, riportava inoltre “La sinistra, come al solito, si dimostra incoerente ed opportunista, indossando a seconda delle convenienze e del tornaconto elettorale, sia le maschere del buonismo che della tolleranza zero. Vogliono l’esercito in piazza Matteotti, ma poi si sdraiano in piazza della Repubblica contro il Daspo urbano che invece potrebbe risolvere proprio problematiche come questa; hanno fatto si che il centro storico si riempisse di extracomunitari… ” e concludeva con “La nostra battaglia proseguirà, nonostante le ipocrite strumentalizzazioni della sinistra, nel solo e superiore interesse di Foligno e dei Folignati!“, mi ha lasciato di stucco, incredulo.

Chi le scrive lo fa dopo aver condiviso questo scritto con i promotori ed alcuni dei partecipanti che si sono “sdraiati in Piazza contro il DASPO” per puntualizzare e controbattere ad alcune affermazioni che, sia nei contenuti che nei toni, non condividiamo e che meritano chiarezza. 

Prima di tutto desideriamo affermare, rimarcare ancora una volta, che chi ha partecipato a quella manifestazione contro il DASPO non era la sinistra. Non c’erano bandiere, sigle, slogan, ma solo uomini e donne in silenzio. Non avevamo “la maschera del buonismo” ma la faccia scoperta (e vera!) di chi conosce, per le varie esperienze fatte, il significato di “fratello”, che sa che nella vita possono esserci giorni difficili da passare in strada. La povertà e la disperazione sono dietro l’angolo della vita di ognuno di noi. 

In piazza c’era Foligno, la Foligno dei cittadini, dei volontari, di chi si impegna.

C’erano i Cattolici, gli atei e i non credenti, c’erano insegnanti ed educatori, studenti, dirigenti, impiegati, operai. C’erano anziani, e vicino a loro dei bimbi. 

Ma soprattutto c’eravamo semplicemente tutti noi, uomini e donne che non si arrendono, che non possono e non vogliono accettare provvedimenti di DASPO urbano nella loro città, la Foligno accogliente che conosciamo. 

Leggere che il DASPO urbano potrebbe risolvere proprio problematiche come quella di piazza Matteotti, ci ha rattristato molto. Non si può e non si deve fare di ogni erba un fascio. Ogni persona ha la propria storia e la condizione di necessità (si spera sempre momentanea e a breve risoluzione) non è da associare ad uno stato delinquenziale. 

Vede signor Sindaco alcuni di noi oggi sono persone migliori perché hanno avuto la fortuna, il privilegio, di conoscere Fabio, Maria, Vincenzo e tanti altri (“meritevoli” di DASPO secondo la visione della parte politica e sociale che l’appoggia) che ci hanno insegnato molto più di quanto potessimo imparare sui libri, Vangelo compreso (e non è una bestemmia…). 

Le esperienze di molti di coloro che si sono “sdraiati” sono state possibili grazie alle tantissime iniziative di solidarietà che questa città riesce ancora a generare, nel gratuito e nel bello. Queste esperienze e queste energie potrebbero essere usate per contribuire a risolvere il problema di Piazza Matteotti e non contrastate.

Infine, alcuni di coloro che si sono “sdraiati” hanno in passato vissuto realmente la condizione dell’essere costretti a dormire per strada ed oggi, ogni qual volta si addormentano su un letto comodo ed in una casa accogliente, volgono il proprio pensiero ai fratelli meno fortunati, perché si può essere nel bisogno in alcuni e a volte lunghi momenti della vita; ma nessuno, nessuno deve permettersi di associare tale situazione di profondo disagio ad un comportamento delinquenziale. 

I delinquenti sono altri e quelli che personalmente conosco come arma non hanno un sacco a pelo ma molte carte di credito.

Firmato,uno degli “sdraiati del flash mob NO DASPO”, a nome di molti di loro e nel ricordo di un amico senzatetto che non c’è più.

Queste sono le prime settantotto sottoscrizioni al documento: Andrea Benigni, Stefano Mingarelli, Paola Nizzi, Mario Gammarota, Fausto Gentili, Pietro Felici, Sabina Antonelli, Lidia Benincasa, Maria Teresa Cesaroni, Silvia Paci, Valentina Chiocchi, Alfonso Russi, Elisa Ciancaleoni, Anacleto Antonini, Maria Rita Cacchione, Alfio Dionigi, Vincenzo Falasca, Giuliana Zanarini, Alessandro Sorrentino, Daniela Riganelli, Elisabetta Ciancaleoni, Manuel Lombardi, Lorenzo Russi, Maria Elena Coraggi, Livia Silveri, Giovanni Guidi, Paolo Eusebi, Vanessa Casciola, Sara Tiberi, Ivana Lorenzetti, Salvatore Savastano, Michele Puccini, Cinzia Abramo, Luca Silveri, Elisabetta Piccolotti, Beatrice Della Longa, Luca Severini, Claudio Piccardi, Massimo Giacchi, Diego Mattioli, Sara Gaggiotti, Marco Trivelli, Patrizia Stefani, Lorenzo Poltrini, Giorgia Azzarelli, Teresa Corea, Antonio Nizzi, Massimo Venerini, Mirko Fusconi, Bianca Maria Eleuteri, Francesco Benincasa, Nelly Rafoni, Stefania Bartolini, Maura Taddei, Michela Bucciarelli, Nunziata Esposito, Amina Maneggia, Daniele Morici, Roberto Tavazzi, Paolo Angelucci, Liramala Rakotobe Andriamaro, Francesca Gianformaggio, Roslba Eutizi, Lucia Guarino, Cecilia Cristofori, Irene Biscarini, Nadine Innocenzi, Liù Pambuffetti, Emanuele Piccioni, Viviana Asara, Filippo Salvucci, Joseph Flagiello, Simone Bellucci, Paolo Rebella, Lorenzo Morosini, Rosa Maria Zenobi, Alvaro Appolloni, Maria Palma Giorgetti.

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