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Scuola di Belfiore, ecco come sono avvenuti i 36 contagi

Alessia Marini, dirigente scolastica della scuola media chiusa per 14 giorni causa Covid, ricostruisce l'evoluzione del contagio: “Protocolli di sicurezza interni efficaci, ma non bastano: tempi troppo lunghi per i tamponi e mezzi di trasporto pubblici inadeguati”

#SCUOLA #SANITA’
In foto: La scuola di Belfiore [foto di Pietro Felici]
Di: Susanna Minelli


Aspettare sei giorni per l’esecuzione del tampone dal momento in cui si è evidenziato il caso di un contatto stretto positivo al Covid 19, mentre i propri familiari continuano a fare la vita di sempre tra lavoro e scuola, perché di fatto le disposizioni ministeriali obbligano all’isolamento fiduciario solo chi è stato in contatto diretto con il soggetto infetto.  È questo che è successo alla maggior parte degli alunni delle classi medie del plesso di Belfiore. Ed è questo che ha pregiudicato il moltiplicarsi dei casi nel lasso di poco più di due settimane, arrivando alla giornata di mercoledì 21 ottobre in cui il sindaco Stefano Zuccarini ha firmato un’ordinanza che ha portato alla chiusura della scuola media in cui sei classi su nove si trovavano in quarantena a causa dell’emergere di ben 36 casi di positività, tra alunni e docenti. Aggiungi poi un servizio di trasporto pubblico verso e da le scuole fortemente inadeguato per i tempi che corrono e i rapporti extrascolastici degli alunni che in zone periferiche e frazionali, come quella di Belfiore, sono più stretti e continuativi. Ed il cluster è servito. 
Abbiamo quindi deciso di interpellare la dirigente scolastica dell’I.C Foligno 5, Alessia Marini, che guida ben 11 sedi scolastiche dell’istituto tra cui quella della scuola secondaria di primo grado “Niccolò Alunno” di Belfiore, e che ha spiegato molto dettagliatamente come si è arrivati alla decisione di chiudere la scuola.


Trentasei casi di positività in una scuola composta da nove classi, è un numero ragguardevole. Ci spieghi come è iniziata.
Il primo caso di positività è emerso alla primaria di Belfiore. Era intorno ai primissimi giorni del mese quando mi è arrivata una telefonata dell’Asl territoriale che mi informava che un alunno della primaria era risultato positivo al tampone. Ho fatto scattare subito la procedura, visto che si trattava di una mattina infrasettimanale, avvertendo i genitori degli alunni che li sono venuti subito a prendere. Per la classe in questione è scattato l’isolamento fiduciario. In questa classe nessuno è risultato positivo alla prova del tampone i cui risultati sono stati recapitati dopo alcuni giorni. Simile dinamiche sono avvenute per altre due classi della primaria, ma ad oggi la situazione è totalmente rientrata e tutte le classi svolgono lezioni in presenza. Alla primaria sono emersi in tutto 4 casi. Uno di questi, aveva avuto rapporti stretti, chiaramente extrascolastici, con uno dei casi emersi poi alle medie. 


Arriviamo al dunque, a questo punto…
Sì, anche se è giusto rimanere sul campo delle ipotesi in questo frangente. Si può provare a ricostruire, ma il tracciamento non è di competenza dell’autorità scolastica ma di quella sanitaria. Noi siamo responsabili del rispetto dei protocolli di sicurezza interni,  di cui rimango fortemente convinta della loro validità ed efficacia. Ho investito molti fondi per garantire tutti gli standard necessari e richiesti dal Ministero, oltre che sono state compiute opere di adeguamento della struttura affinché le lezioni potessero tenersi in tutta sicurezza e con i dovuti distanziamenti. A settembre abbiamo formato tutto il personale , sia quello docente che quello Ata, in modo da affrontare al meglio e con la massima attenzione questo anno scolastico. Ma non è bastato a quanto pare. Perché noi possiamo vigilare e far rispettare i protocolli all’interno della scuola, ma fuori non possiamo nulla. I ragazzi, quelli delle medie, come è giusto che sia hanno una vita sociale e familiare attiva, e per di più nei piccoli paesi come Belfiore i rapporti sono più stretti e continuativi tra ragazzi di sezioni e età diverse.
Fatto sta che emerge il primo caso di positività in una delle classi delle medie, circa una decina di giorni fa. La classe di conseguenza finisce in quarantena in attesa di tampone. Così come avvenuto per altre classi dell’istituto. A cascata finiscono in quarantena anche 15 docenti, alcuni dei quali risultano poi positivi. Fino a raggiungere domenica 18 quando la situazione si è ulteriormente complicata con l’ultima classe del plesso in isolamento. Sei classi su nove in quarantena. In queste settimane sono stata in perenne contatto sia con l’ufficio scuola del Comune, di cui voglio ringraziare la dirigente Ilenia Filippetti per il supporto e la grande disponibilità, che con l’Asl. Purtroppo però su quest’ultima, nonostante l’impegno e la cordialità del personale con cui mi sono relazionata,  ho potuto notare una certa difficoltà nell’adempiere le procedure di tampone. Molti alunni sono rimasti in attesa di tampone per ben 6 giorni, nel frattempo i loro familiari lavoravano e continuavano ad andare a scuola (in diversi casi frequentavano lo stesso plesso di Belfiore), perché appunto l’isolamento fiduciario è giustificato solo dal contatto diretto con il soggetto positivo. Quindi è accaduto quello che è accaduto nel raggio di poco. E da qui la mia richiesta di chiudere la scuola. Richiesta che nel raggio di alcuni giorni si è concretizzata con l’ordinanza firmata del sindaco. 


Lei è sicura che i protocolli di sicurezza abbiano funzionato, tuttavia si sarà fatta un’idea di come si è giunti alla chiusura della scuola con i 36 casi di positività accertati…
Certamente. Come già accennato prima ho rilevato criticità per quanto riguarda l’operatività di Asl. Ho l’impressione che la mole di lavoro sia davvero troppo elevata se rapportata al personale che si occupa dei servizi di tracciamento del contagio e dei tamponi. Sei giorni di attesa per rilevare la positività di un alunno, sono molti, e intanto il contagio galoppa, visto che questi alunni hanno una famiglia che di fatto, nella maggior parte dei casi, non può permettersi un auto lockdown se non ha certezza di una positività in casa che gli può garantire un’assenza giustificata dal lavoro o dalle scuole. Ho potuto notare anche che tutte le comunicazioni che ho ricevuto da Asl sono state per via telefonica, e spesse volte dopo mie sollecitazioni. In più si aggiunga anche il fatto che la scuola media di Belfiore è una scuola frequentata prevalentemente da ragazzi che vivono e orbitano in paese e la loro socialità extrascolastica si concentra sulle frequentazioni della zona, e quindi dello stesso istituto. I rapporti sono molti più stretti e continuativi nelle piccole realtà urbane, e questo se generalmente è molto positivo, in questa situazione può rappresentare un fattore favorevole al contagio. Nell’età in cui si frequentano le medie i ragazzi cominciano ad uscire soli, ad avere una socialità meno controllata dai genitori a differenza degli alunni delle elementari, in cui la situazione è rientrata quasi subito. Una nota che mi sento di aggiungere, e che non può non essere considerata, è il fatto che il servizio di trasporto pubblico per le scuole è fortemente inadeguato. Molti nostri alunni si recano a scuola con i bus provenendo dalle frazioni limitrofe a Belfiore e questi bus risultano strapieni. Sono in perenne contatto con molti dirigenti scolastici umbri e questo è un problema molto diffuso che avevamo già segnalato alle istituzioni. Ma nulla è stato fatto poi, e sugli autobus si continua a stare ammassati. 


Percepisco amarezza.
I dirigenti scolastici hanno fatto e fanno il possibile, ma poi ad un certo punto accade che al di fuori del proprio spazio di competenza nulla possono. Gli alunni della scuola di Belfiore torneranno a scuola il 4 novembre, ma ho la sensazione che, per esempio, l’ultima classe entrata in quarantena potrebbe non ricevere il tampone visto che finora oltre una positività risultata all’interno del gruppo, tutti gli altri non presentano sintomi. E stando alle ultime direttive il tampone non viene garantito a chi è asintomatico seppur ha avuto contatti diretti con il positivo. Non so quanto questo possa giovare, non solo alla scuola in generale, ma a tutta la comunità . 

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