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Mainstream

Come mai la sinistra è diventata Mainstream? In questo appuntamento con la rubrica "Parole e idee", Matteo Santarelli prova a rispondere a questa domanda, presentando alcuni "spunti ipotetici" come fossero "affermazioni incontrovertibili".

#CULTURA #PAROLEEIDEE
A cura di Matteo Santarelli


Da molte parti si accusa la sinistra di essere diventata mainstream, ossia di difendere a spada tratta quello che i grandi giornali, i grandi gruppi di interesse, le grandi istituzioni comunicano e sostengono. Ma la sinistra non era quella che criticava lo status quo? Non era quella che riempiva le piazze perché non credeva al governo americano, al governo italiano e agli editoriali del Corsera quando volevano convincerci che Saddam andava abbattuto militarmente perché aveva le armi di distruzione di massa? Non era quella che non credeva nelle grandi e ufficiali istituzioni psichiatriche? La sinistra non era in breve un soggetto critico, che tentava tra le altre cose di svelare i veri interessi dissimulati dagli ornamenti ideologici dei gruppi di potere politico, economico e militare? Come mai in meno di venti anni si è passati dall’essere gli eredi dei maestri del sospetto (Marx, Freud e Nietzsche, secondo la famosa formula di Paul Ricoeur), al passare giornate intere a blastare quelli che non credono nelle verità ufficiali?

È una bella domanda che viene posta troppo raramente. Di solito si è infatti impegnati a chiederci le motivazioni che stanno dietro ai pensieri e alle idee dei “populisti”, dei complottisti, e di altri -isti. Pochi si chiedono invece perché tante persone, che per tradizione dovrebbero essere quantomeno scettiche o almeno vigili rispetto alle verità “ufficiali”, si siano ormai totalmente identificate con la difesa del mainstream in qualunque argomento possibile. 

Sarebbe veramente una mossa da imbroglioni fingere di poter rispondere in poche righe a una domanda del genere. Vorrei tuttavia condividere due spunti di riflessione e di possibile dialogo, per chi fosse interessato/a. Ai fini della discussione, presenterò questi spunti ipotetici come se fossero delle affermazioni incontrovertibili.

1) Molte persone di sinistra si rifugiano nel mainstream perché il pensiero critico fa ancora più schifo. O quantomeno: se il mainstream è spesso poco affidabile, lo sono ancora di meno le principali agenzie di stampa del pensiero alternativo. Spesso mi è capitato di pensare che le inchieste di Byoblu ad esempio siano la più grossa pubblicità vivente a La Repubblica e ad altri organi di stampa considerati come irregimentati. Se è vero che i re del mainstream (da Calenda a Burioni, da Saviano a Tosa) si esprimono spesso con arroganza anche su temi che esulano dalla loro stretta competenza – alla faccia dell’esaltazione degli esperti – questo vale a maggior ragione per i principali organi di contro-informazione. Ogni volta che leggo un post di Bagnai and friends, mi viene voglia di indossare la bandiera europea; ogni volta che leggo un post anti-vax, mi viene voglia di finanziare una casa farmaceutica, e così via. Questo significa che in questi ultimi contributi non vi sia nessun minimo di verità, e che non abbiano mai ragione per definizione? Ovviamente no. Significa solo che nei principali organi di contro-informazione troviamo gli stessi difetti che non sopportiamo nel mainstream – arroganza, incapacità di dialogo, mancanza totale di rispetto per il contraddittorio, manipolazione da parte di chiari interessi economici e politici – ma in forma amplificata. Il mainstream della contro-informazione è uno dei principali motivi di successo del mainstream.

2) Si dirà: ma mica c’è solo Byoblu, “Figli di Putin”, “L’intellettuale dissidente”, e così via. Ci sono anche delle voci critiche più legate alla storia della sinistra, ad esempio riviste e/o blog di ispirazione socialista e comunista. È vero: esistono voci del genere (ad esempio Jacobin, da qualche tempo in versione italiana), ma vengono tendenzialmente tritate dalla dicotomia mainstream-controinformazione. O come va di moda dire recentemente: sono voci che vengono schiacciate dalle polarizzazioni in vigore. Per chi ha idee “di sinistra”, è ovviamente giusto che esistano voci del genere, e la speranza è che crescano e trovino un pubblico di ascoltatori e partecipanti sempre più ampio. Tuttavia, forse non dovremmo scandalizzarci se nel frattempo qualcuno si siede dalla parte del mainstream, perché tutti gli altri posti sono momentaneamente occupati da una contro-informazione tendenzialmente ben peggiore.

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