Ambiente

Il PUMS: le ragioni di un’astensione

Proseguiamo il dibattito sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, avviato nel numero di dicembre con un’intervista a Marco Novelli (Legambiente), ospitando un intervento di Mario Gammarota, capogruppo di Foligno 20/30 nel Consiglio Comunale di Foligno

#AMBIENTE
Di Mario Gammarota
In foto: inquinamento e smog da traffico


Il  (PUMS), come definito e riconosciuto dalle linee guida ELTIS (Direzione Generale per la Mobilità e i Trasporti della Commissione Europea), 2014 aggiornate nel 2019, è un piano strategico che si basa sugli strumenti di pianificazione esistenti seguendo principi di integrazione, partecipazione, valutazione e monitoraggio per soddisfare le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città.

Le politiche e le azioni previste in un PUMS si riferiscono a tutti i modi e le forme, pubbliche e private, di trasporto urbano, sia motorizzate e non, che di circolazione e sosta.

In Italia, inizialmente, viene introdotto il PUM (Piano Urbano della Mobilità) con l’art.22 della L. 340/2000. Nasce un modo culturalmente nuovo di affrontare i problemi della circolazione urbana, perché con il PUM, differente dal Piano del Traffico, si superano gli interventi infrastrutturali non rispondenti agli obiettivi prefissati, ed il trasporto viene considerato nella sua globalità ponendo le premesse per una gestione corretta della mobilità da parte della PA in un’ottica di sistema. 

Con il PUMS, in seguito, si opera un passaggio fondamentale dalla pianificazione dei trasporti alla mobilità sostenibile, una “S” che è sostanza, e più precisamente sostenibilità.

Con esso si supera l’approccio in cui il traffico é l’elemento critico su cui operare, a favore di una più attenta valutazione delle esigenze di spostamento delle persone e della relativa offerta di modalità sostenibile di tale spostamento.

Le caratteristiche che garantiscano la sostenibilità di un PUMS prevedono la creazione di un sistema urbano che persegua obiettivi precisi e determinati, in particolare quello di migliorare la qualitá e le prestazioni ambientali delle aree urbane in modo da assicurare un ambiente di vita più sano in un quadro di sostenibilità economica e sociale. Permettendo, inoltre, che il sistema della mobilità urbana garantisca l’accessibilitá, e cioé a ciascuno l’esercizio del proprio “diritto di movimento”, senza gravare sulla collettività in termini di inquinamento atmosferico, acustico, di congestione e incidentalità. 

In questo quadro il Consiglio Comunale di Foligno ha recentemente approvato (1 Dicembre 2020) il PUMS della città. Percorso giá avviato dalla precedente Amministrazione che, insieme ad Agenda Urbana, definì i principi e le basi della futura mobilità cittadina, ed un nuovo volto della città, in quanto il PUMS non é che il Piano regolatore degli spostamenti dei cittadini: se il PRG organizza gli spazi urbani, il PUMS stabilisce  come muoversi all interno di tali spazi. 

Non é stato quindi un mero passaggio istituzionale, ma un passaggio strategico della città per i prossimi anni.

Il percorso gestito dall’attuale Giunta Zuccarini, che ha portato all’approvazione del Piano, presenta la riproposizione degli itinerari ciclabili definiti in precedenza, e da noi condivisi, su cui è stato anche approvato un nostro emendamento all’itinerario n.3 (Via Santo Pietro – Via Montecucco – Via XVI Giugno), scongiurando tra l’altro il passaggio in Via Grumelli che avrebbe determinato un esproprio oneroso di terreni privati ed un possibile contenzioso con i cittadini proprietari. 

Presenta, tuttavia, almeno tre criticitá sostanziali.

La prima è sicuramente sul metodo. La partecipazione, principio fondante delle linee guida europee sulla pianificazione e co-progettazione dei PUMS non è stata affatto garantita. La “finestra” per le osservazioni, che sono sopraggiunte da un paio di associazioni cittadine e da n.3 cittadini, è cosa ben diversa dal perseguire una partecipazione vera e diffusa nella città e nelle frazioni, come delle associazioni e categorie.

La seconda si riferisce alla nuova viabilitá del Piano che la nuova Amministrazione introduce per i veicoli motorizzati. Per portare alcuni esempi, avremo un “ritorno al passato” se pensiamo al doppio senso di marcia su Via Nazario Sauro che tornerà dopo qualche decennio, e un “ritorno dal futuro” con l’idea di Centro storico come arteria importante di passaggio delle auto con ingresso al centro in Piazza San Domenico, con via Mazzini e Via Cairoli a senso inverso come due direttrici di transito importante.

L’ultima, ma quella che più preoccupa, riguarda l’assenza di visione di un PUMS che dovrebbe ridisegnare la cittá e la sua vita che scorre attraverso il movimento e l’interazione dell intera comunitá, ma che invece, oltre a riprendere il Piano ciclabile sulla base di ciò che giá era stato individuato dalla precedente Amministrazione, sul resto si limita a prevedere misure che rispondono a particolari interessi e non ad esigenze collettive, senza un’idea di futuro organica e strategica, e senza porre l’accento su quella “S” che é la vera sostanza, e che determina la volontá di costruire una cittá veramente sostenibile. 

Il nostro é stato un voto di astensione attiva. Pur non approvando il PUMS nella sua interezza, abbiamo comunque avanzato una proposta, insieme al Movimento 5 Stelle, per la costituzione della Consulta per la Mobilitá sostenibile, cogliendo anche l’appello di alcune associazioni cittadine tra cui la Fiab, Legambiente, la Francescana ed il Festival delle Cittá accessibili. Dopo una discussione consiliare ed un rinvio da parte della maggioranza, abbiamo sollecitato la Seconda Commissione che giá si è riunita ed in cui abbiamo avviato il percorso per la costituzione della Consulta, anche con la disponibilità della maggioranza che andremo comunque a verificare nelle prossime settimane.

La Consulta può realmente rappresentare uno strumento importante per il superamento delle criticità di cui sopra; vogliamo un organo attivo e non di facciata, con potere consultivo ma con un’organizzazione aperta, orizzontale e propositiva, uno spazio partecipativo su argomenti tanto inscindibili quanto non più rinviabili come la nuova mobilitá urbana e la sostenibilitá ambientale.

Insieme a tali percorsi e strumenti istituzionali, ė bene che attorno a questi temi si sviluppi una coscienza collettiva sempre più consapevole ed attiva anche nella comunità, che contribuisca a salvaguardare nel suo piccolo il destino ed il futuro ambientale del Pianeta, ma anche a realizzare nel presente una città sostenibile, accessibile e solidale, con una particolare sensibilitá all’ambiente urbano ed alla qualitá delle sue relazioni.

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