Cultura Letture

Il culturista/16

Sedicesimo appuntamento con "Il culturista" di Marco Parlato.

#CULTURA #LETTURE
Di Marco Parlato

Osservare bestie strane e misteriose, comuni, feroci, mansuete, buffe, malinconiche… Ho impiegato anni per comprendere le visite allo zoo e ci sono riuscito solo perché, dopo un po’, ho cominciato a osservare gli scrittori.

Si tratta di uno zoo ben fornito, più economico, per nulla immorale o drammatico, dato che nessuno è stato costretto in gabbia (anzi, molti se la sono costruita su misura), e il format resta immutato anno dopo anno.

Lo scrittore/La scrittrice, da ora in poi SS, è al suo primo libro, ovviamente pubblicato con un editore discutibile, di dimensione meno che provinciale; la rassegna stampa a mala pena supera i confini comunali; la cerchia di amici e parenti danno cinque stelle all’opera, si azzardano paragoni con grandi autori mai letti. Spesso raggiungere la notorietà coincide con l’illudersi di averla raggiunta; tuttavia SS è felice, prova un finora sconosciuto sentimento di soddisfazione.

Questa situazione iniziale, che sarebbe sbagliato dire che si concluderà nell’oblio, dato che già ci si trova, mi interessa poco. La mia osservazione comincia alcuni giorni dopo la pubblicazione, quando una pulsione comunemente diffusa (o diffusamente comune, spero che uno di questi SS prima o poi mi indichi la scelta giusta) porterà SS a comportarsi come opinionista di fama cosmica e di conoscenze illimitate.

SS si lancerà in analisi politiche, analisi sociali, analisi economiche, analisi socio-politiche, analisi socio-economiche; disserterà di cultura pop, esaminerà film imperdibili e serie televisive, o in streaming, con piglio da critica accademica; mostrerà trasporto per temi quali beneficenza e solidarietà; si concederà qualche calembour sui figli, sui partner, sugli stereotipi maschili e femminili. Il tutto con vorace appetito per il consenso e scarso interesse per le opinioni altrui.

Da anni osservo tanti SS recitare questo canovaccio, che temo essere di derivazione televisiva, il luogo per eccellenza dove gli scrittori, certo più noti di SS, sono invitati per parlare a sproposito.

Se la situazione televisiva mi avvilisce, al contrario il Bildungsroman borghigiano di SS è una panacea. Osservo le imprese di SS e rido, ridacchio, rido tantissimo da tossire. Mi domando se il mio riso sia bergsoniano o freudiano (io sospetto sia pirandelliano, ma sono reticente al riguardo, dovessi passare per nazionalista!). Magari un giorno lascerò la poltrona da spettatore e contatterò SS per chiedergli di sciogliere il mio garbuglio. Riuscissi solo a smettere di ridere.

Per scrivere al Culturista: ilculturistafoligno@gmail.com

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