Centro e Periferie

Vision, uno sguardo sul futuro

Alla luce dell'esclusione di Vision dal piano regionale del Recovery Fund pubblichiamo l'articolo scritto qualche giorno fa da Pierluigi Mingarelli in cui si ragiona dell'importanza della cultura scientifica e in cui si sostiene che il progetto vision assicurerebbe sviluppo alla città e a tutto il territorio.

#CENTROEPERIFERIE #DOSSIERZUCCHERIFICIO
Di: Pierluigi Mingarelli
In foto: il progetto Vision


Nel febbraio 2020, prima della diffusione della pandemia da Covid- 19, Sedicigiugno  mi rivolse alcune domande inerenti la X edizione di Festa di Scienza e di Filosofia – Virtute e Canoscenza che era stata programmata per il periodo 16- 19 aprile. Oggi siamo in prossimità dello svolgimento della stessa edizione, la decima. Sarà un’edizione totalmente on line realizzata con una modalità innovativa, consistente nella realizzazione di una Web tv, un contenitore all’interno del quale far convergere, per poi diffondere i temi, trattati durante le conferenze che scandiranno i quattro giorni della Festa. La web tv rappresenta un’ulteriore occasione di diffusione della cultura scientifica attraverso l’utilizzazione delle possibilità che le innovazioni della Scienza e delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione mettono a disposizione di ciascuno di noi.

In quell’occasione mi furono chieste anche informazioni relative al progetto del Parco delle Scienze e delle Arti, Vision lo sguardo dell’Uomo sulla Natura studiato per l’area dell’ex zuccherificio. In questo anno sono maturate nuove condizioni e situazioni che hanno accresciuto in modo rilevante, direi esponenziale, le ragioni di fondo che sono alla base del progetto del Vision. È apparsa evidente l’importanza della Scienza nella organizzazione sociale generale, in particolare nella tutela della salute, ma anche come strumento principe nella decisione democratica. Risalta, dunque, la necessità di ampliamento delle attività di educazione scientifica per ogni fascia di età. 

L’educazione scientifica deve diventare un nuovo servizio di base per la popolazione. Si sta affermando, finalmente, l’orientamento della necessità di una riconversione green dell’economia, che unisca la tutela delle risorse naturali, l’azione positiva per contrastare i cambiamenti climatici, la giustizia sociale, strumenti per un umanesimo fondato sulla lotta alla povertà e su un nuovo modello di sviluppo. La riconversione green ha come presupposto e strumento l’utilizzazione dei risultati e le indicazioni della Scienza. Un centro come il Vision lo sguardo dell’uomo sulla Natura contribuirebbe in modo significativo ai processi sopra elencati. 

Vi sono anche altri aspetti che ne dimostrano l’utilità e la necessità: quando la pandemia sarà definitivamente sconfitta esso potrebbe costituire il perno di una ripresa durevole del territorio. Lo studio di fattibilità, elaborato da venticinque scienziati, dei quali alcuni di fama internazionale, mette in evidenza le capacità attrattive di una struttura, unica nel suo genere, nei confronti sia delle giovani generazioni, studio individuale, gite scolastiche di istruzione, sia delle generazioni più mature.

Vi sono, inoltre, altri elementi che inducono a produrre un corale impegno con l’obiettivo della realizzazione del Parco delle Scienze e delle Arti, Vision lo sguardo dell’uomo sulla Natura. In primo luogo i finanziamenti europei, colossali, riservati all’Italia da parte dell’Europa per l’uscita dalla crisi e il superamento delle difficoltà strutturali. Molte delle missioni previste per l’attuazione del Recovery plan, a cominciare dalla scuola e la formazione dei giovani, la transizione ecologica, la digitalizzazione e l’innovazione, la salute, lo sviluppo del turismo sostenibile e di qualità, sembrano tagliate  su misura per il progetto del Vision, lo sguardo dell’Uomo Tutte le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali, molti sindaci del territorio folignate si sono, unanimemente, espressi per   l’inserimento del progetto del Vision, lo sguardo dell’uomo sulla Natura fra quelli da sottoporre alla Regione Umbria e al Governo per l’inserimento nel Recovery plan, valutandone il carattere strategico e trainante. Si pensi che Roma non ha un museo scientifico. D’altra parte non mancano esempi, in Italia e ancor più in Europa, sugli effetti positivi prodotti da strutture di diffusione della cultura scientifica.

Le forze politiche di opposizione si sono più volte espresse a favore della strategicità e priorità del progetto. Altrettanto hanno fatto forze politiche della maggioranza attuale.

Il sindaco di Foligno, avv. Stefano Zuccarini, che ha partecipato agli incontri con il Laboratorio di Scienze Sperimentali e le associazioni sul tema della realizzazione del Parco delle Scienze e delle Arti, Vision lo sguardo dell’uomo sulla Natura, si è sempre espresso a favore del progetto, lo ha inserito nell’elenco inviato alla Regione Umbria per il successivo invio al Governo. L’elenco inviato contiene più di 40 progetti e qualche centinaio ne contiene l’elenco della Regione Umbria. Come si comprende immediatamente e secondo le indicazioni per il Recovery plan, molti non solo non saranno accolti, ma rapidamente accantonati; per questo motivo è necessario puntare su quei progetti che hanno un vero carattere strategico universale, come è il caso del Vision lo sguardo dell’uomo sulla Natura. Il progetto riguarda il cosiddetto contenuto, cioè il progetto scientifico, cioè la parte generalmente di maggiori difficoltà; progettare l’edifico, il cosiddetto contenitore, tenendo anche che potrebbero essere imposti da nuove normative, non costituisce difficoltà insormontabile. Al progetto scientifico è abbinata anche una visione panoramica dell’area dopo l’eventuale ristrutturazione. 

Mi auguro che il Comune di Foligno e la Regione Umbria dichiarino la priorità del progetto, anche perché va ad interessare un’area, molto vicina al centro della Città di Foligno, quindi è in grado di costituire uno strumento per il rilancio de Centro storico della Citta, di cui molto si è sentito parlare, ma senza nessun effetto concreto, anzi. Esistono certamente diversità di opinioni fra la proprietà dell’area e l’attuale Amministrazione comunale circa gli interventi da realizzare nell’area dell’ex Zuccherificio, ma se l’obiettivo che entrambe le parti intendono raggiungere è una ristrutturazione in grado di riqualificare l’area al servizio dello sviluppo della città, ritengo che possano essere non difficilmente e rapidamente raggiunti accordi costruttivi, come alcuni rappresentanti delle associazioni hanno, personalmente, potuto constatare che ne esistono i presupposti. 

Non esistono, quindi, almeno apparentemente difficoltà insormontabili. È necessario, quindi, cha la città si unisca e guardi avanti, al suo futuro, a quello delle nuove generazioni.

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