istituzioni Politica

Nocera come Montefalco? E la sinistra prova a ripartire

Intervista a Federico Manali a cura di Alessandro Sorrentino.

#POLITICA #ISTITUZIONI
Di Alessandro Sorrentino
In foto: Federico Manali


Iniziamo con Nocera Umbra la nostra rassegna di approfondimento dedicata ai comuni umbri che si apprestano al rinnovo dell’amministrazione comunale nel prossimo autunno. Ospitiamo un’intervista a Federico Manali, giovane segretario reggente del Partito Democratico di Nocera Umbra e organizzatore del percorso partecipativo Ricostruiamo Nocera.

Federico, cos’è Ricostruiamo Nocera, come nasce e come intende muoversi in vista delle elezioni amministrative che si terranno in autunno?

«Venendo da una fase in cui le forze politiche, specialmente quelle del centrosinistra, si erano profondamente chiuse abbiamo cercato di riallacciare un rapporto con i cittadini dando al progetto una connotazione che provenisse dal basso. Si è capito che le cose potevano cambiare quando, durante le primarie del Partito Democratico del 2019, a fronte di quindici iscritti alla sezione locale, a Nocera Umbra si presentarono a votare circa duecento persone e la mozione Zingaretti riuscì ad eguagliare i voti di quella Giachetti-Ascani, decisamente più vicina alle posizioni della dirigenza del partito di allora. Così abbiamo pensato che se fossimo riusciti a dare una connotazione maggiormente di sinistra al partito saremmo riusciti ad avere un maggiore appeal. Seguendo questa logica si è dato vita a questa piattaforma partecipativa, Ricostruiamo Nocera, con la quale abbiamo messo insieme la coalizione di centrosinistra. 

Ricostruiamo Nocera nasce dall’idea che alla base di un recupero di un territorio che versa in una situazione disastrosa, sia da un punto di vista economico-sociale sia da un punto di vista amministrativo, ci sia la necessità di ricostruire un concetto di comunità che si è andato via via sfaldando a causa di questa crisi. Nostra intenzione è coinvolgere tutte le energie e le competenze che negli anni si sono andate disperdendo e che un tempo facevano riferimento al centrosinistra. La nostra ultima esperienza di governo, datata 2006, arrivò dopo una vittoria schiacciante conquistata con quasi il 60% dei voti. Nel 2011 l’amministrazione raccolse appena il 15% segnando un collasso e un declino lento e inesorabile e un completo distacco tra la sinistra e la cittadinanza.

Ricostruiamo Nocera è sostanzialmente una piattaforma di partecipazione politica, uno spazio che nasce alla fine dello scorso anno come conclusione di un percorso, appunto, di ricostruzione del campo del centrosinistra, svolto tra la fine del 2019 e il 2020, subito dopo le dimissioni del vecchio segretario del Partito Democratico passato ad Italia Viva, e la mia entrata come reggente, ed è frutto di un dialogo tra tutte le forze di opposizione in Consiglio comunale e del campo del centrosinistra che si riconosceva nella maggioranza del governo Conte II (Pd-M5s-LeU). Crediamo sia assolutamente utile creare uno spazio del genere e metterlo a disposizione della cittadinanza per tornare a fare politica. Si tratta di un progetto di partecipazione politica promosso dal Partito Democratico, le forze politiche alla sinistra di esso, dal Movimento 5 Stelle e da tutti i gruppi di opposizione in Consiglio comunale. 

Dare vita ad un percorso partecipativo nasce dall’esigenza di ricostruire un rapporto di fiducia con i nocerini e anche per questo abbiamo pensato di far passare tutto il percorso politico attraverso la piattaforma, ciò significa che la lista civica, che vedrà ovviamente la partecipazione delle forze politiche, non sarà che un momento successivo frutto dell’elaborazione e del confronto fra i vari soggetti interni alla piattaforma».

Nocera Umbra sembra essere stata, per certi versi, un’anticipatrice di ciò che è successo in molti comuni umbri negli ultimi anni, nel senso che è amministrata da una giunta di centrodestra da ormai un decennio, senza dimenticare che il segretario regionale della Lega, Virginio Caparvi, è nocerino. Al di là delle chiare differenze ideologiche, da giovane nato e cresciuto a Nocera, qual è il bilancio dei due mandati amministrativi del sindaco Bontempi?

«Nocera Umbra non è una città di destra. Nocera Umbra è una città amministrata, male, dalla destra, capitanata da Bontempi e dal segretario regionale leghista Caparvi. Il problema è che il centrosinistra ha lasciato a questo pessimo centrodestra una prateria in cui scorazzare a piacimento. Le lotte intestine hanno determinato il disastro: basta pensare che nel 2006 il centrosinistra torna al governo cittadino dopo 10 anni, salvo ripresentarsi poi nel 2011 con due liste a rappresentanza delle due parti contrapposte della stessa amministrazione, una capitanata da Tinti, Sindaco uscente, l’altra da Valter Ruggiti, altro ex Sindaco del PCI attualmente passato ad Italia Viva. Ecco come la città è finita in mano alla destra ed ecco i nomi dei responsabili.

Soprattutto, poi, proprio per i paradossi di quella fase storica, i nocerini ed i giovani dell’epoca in particolare, anno dopo anno sono stati inevitabilmente allontanati dalla politica, facendoci perdere tante energie di cui negli anni si è sentita la mancanza. Noi oggi, con il nuovo PD, fatto di giovani e di delusi rientrati nel partito, e con Ricostruiamo Nocera, ci troviamo a riaccoglierli, o a tentare di farlo, in un centrosinistra più che mai compatto e coeso intorno ad un progetto che punta a cambiare la Città con i cittadini, consapevole della responsabilità che la prossima amministrazione comunale avrà riguardo il futuro di tutti: viste l’entità della crisi economica e sociale del nostro territorio e le condizioni del bilancio comunale.
Da giovane nocerino ciò che osservo dopo dieci anni di amministrazione del centrodestra è un generale assopimento della comunità di Nocera, è evidente che dopo un decennio in cui la giunta non si è occupata adeguatamente della cosa pubblica i cittadini vivono una condizione di rassegnazione e di disfatta, si percepisce in maniera tangibile lo stato di abbandono del territorio. Un esempio lampante è quello della Biblioteca Comunale, che manca dal terremoto e che verrà effettivamente aperta solo quest’anno. Nell’ambito dell’associazionismo, una forma d’attivismo fondamentale per una comunità piccola come la nostra, il lento declino ha portato ad un calo progressivo della partecipazione, inoltre perdendo demograficamente energie si è verificato anche un calo dell’età media nel coinvolgimento delle attività delle associazioni con un conseguente calo dello spirito d’iniziativa. Insomma, una comunità che, abbandonata da chi dovrebbe occuparsene, perde inevitabilmente di vitalità e si consuma». 

È risaputo che il Comune di Nocera Umbra abbia un disavanzo dichiarato di circa 1.430.000 euro e che prospetta una situazione piuttosto difficile. Il 20 marzo Ricostruiamo Nocera ha organizzato questo dibattito online, molto seguito dalla cittadinanza. Quali sono le tue considerazioni a riguardo e cosa è emerso durante la vostra iniziativa?

«Purtroppo è emersa la triste verità. Noi abbiamo cercato di fare chiarezza intorno al bilancio proprio perché, in base all’operato di controllo che ci spetta come opposizione, ci siamo resi conto che non sono quelle dichiarate dall’amministrazione le condizioni del bilancio ma sono ben più gravi ed abbiamo ritenuto importante svolgere un’iniziativa proprio per fare chiarezza, consapevoli che il bilancio è il documento programmatico che autorizza le spese del comune nonché il punto fondamentale per giudicare l’amministrazione. Entrando nel merito della questione ci siamo resi conto negli anni che, oltre al milione e quattrocentomila euro dichiarato dall’amministrazione sono presenti milioni e milioni di residui attivi e passivi che sono dichiarati in maniera non veritiera e che falsano il bilancio reale, nascondendo un disavanzo molto più grande. Vengono sostanzialmente dichiarati soldi che non esistono, o perché sono crediti diventati inesigibili o per altri motivi.

Un tema che abbiamo voluto sottolineare con forza durante la nostra iniziativa è che noi come opposizione non solo denunciamo la situazione gravissima del bilancio comunale da un punto di vista politico ma lo facciamo anche nelle sedi giudiziarie preposte. Sono stati presentati, infatti, vari esposti alla Corte dei Conti per denunciare la situazione del bilancio, esposti che però sono caduti nel vuoto. In particolare è questo il fatto grave che è emerso durante l’iniziativa, cioè che a fronte della situazione chi doveva e poteva intervenire non lo ha fatto, un po’ come è successo a Montefalco. Del resto, il modello di bilancio che troviamo a Nocera è il classico modello dell’amministrazione Lega, cioè quello che è stato fatto dalla Tesei è ciò che ha fatto anche Caparvi qui a Nocera, seguendo sempre la stessa logica: inventarsi denaro da incassare così da poter spendere e, nel momento in cui poi si deve rendere conto delle spese emerge che quel denaro è effettivamente inesistente. C’è una certa sistematicità tra l’esperienza di Montefalco e quella nocerina e non a caso tra gli amministratori delle due cittadine figurano due figure apicali della Lega umbra, da una parte la Presidente della Regione e dall’altra il Segretario regionale».

Ricostruiamo Nocera è molto attiva sui social, quali metodi vi siete dati per dare vita al vostro programma? Sembrate avere un approccio molto diretto con la cittadinanza che predilige una partecipazione dal basso.

«Dal punto di vista dell’attivismo sui social abbiamo dovuto fare di necessità virtù, ci siamo ritrovati ad iniziare il nostro percorso in inverno, nel pieno della seconda ondata. Questo ha comportato l’esigenza di diffondere il progetto con metodi alternativi, servendoci principalmente dei social non potendo in alcun modo organizzare i classici banchetti o le iniziative pubbliche. Tuttavia, le riunioni telematiche, le iniziative online non hanno costituito un impedimento, al contrario hanno garantito una buona partecipazione ma non dimentichiamo che la politica si fa in un’altra maniera e speriamo di poter tornare a farla. Per ora siamo costretti a questo metodo e devo dire che sembra funzionare».

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