istituzioni Lavoro

Lo sciopero dei fischietti

Andrea Russo segretario regionale della funzione pubblica della uil spiega i motivi dietro la mobilitazione della polizia municipale a Foligno e i suoi rapporti con l'amministrazione.

#LAVORO #ISTITUZIONI
A cura di Vincenzo Falasca
In foto: Andrea Russo segretario Uil-fp

Abbiamo intervistato Andrea Russo, Coordinatore Regionale UIL FPL Polizia Locale, a ridosso dello sciopero del corpo di Polizia Municipale che si terrà il 17 maggio in concomitanza con il passaggio del Giro di Italia nella nostra Città. Vogliamo capire di cosa si tratta e come si è giunti ad un atto così significativo ed inusuale. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione dei turni nei giorni festivi e la richiesta da parte dell’Amministrazione comunale di restituire i compensi percepiti negli anni passati nei giorni festivi infrasettimanali. 

E’ come dice il Sindaco: “non c’erano alternative”?

E’ una questione complessa che va avanti a livello nazionale da anni, legata al contratto di lavoro per gli Enti Locali, alla disciplina dei turni lavorativi e alla disciplina per i giorni festivi. 

Il contratto prevede che il personale di turno abbia un’indennità che viene diversificata se il servizio avviene in giorni feriali, festivi, notturno o festivo notturno. Un altro articolo tratta il festivo infrasettimanale: se lavoro in un giorno festivo infrasettimanale o prendo lo straordinario oppure chiedo di poter stare a casa un altro giorno.  Questo è il contratto, un accordo del 2000 che è stato applicato da alcuni comuni in via alternativa, nel senso che alcuni Comuni hanno pagato o il turno (articolo 22 del Contratto) o lo straordinario (articolo 24). Altri Comuni invece l’hanno cumulato, cioè nei festivi infrasettimanali pagavano un’indennità di turno e pagavano anche lo straordinario, perché erano ore in più rispetto al resto del personale. Questa cosa non riguarda esclusivamente la polizia locale: si applica anche alle ex Ipab (Istituto Pubblico di Beneficienza ed Assistenza), dove si offre un servizio ai degenti per 365 giorni l’anno. 

Che cosa è accaduto: gli Enti che pagavano solo una delle due hanno visto alcuni lavoratori fare ricorso per ottenere lo stesso trattamento di cumulo che vedevano applicare altrove. Inizialmente, prima del 2010, uscirono sentenze che accoglievano questa lettura, anche perché quando venne firmato il contratto era questa la lettura che si voleva dare alla norma. Nel 2010 c’è stata invece una prima sentenza di Cassazione che ha escluso il cumulo: o ti spetta il turno o lo straordinario. Si giunge a questa sentenza perché l’ARAN, l’Agenzia che rappresenta le Pubbliche Amministrazioni, aveva emanato delle valutazioni unilaterali secondo le quali il cumulo non era ammesso: il 2010 è stato un po’ lo spartiacque, poi l’ARAN è andata oltre.  Ha anche detto che quando l’Ente decide di inserire un servizio in turno, deve coprire 365 giorni l’anno, coprendo anche i festivi e le domeniche, quindi deve pagare sempre e solamente il turno e mai lo straordinario.  Poi si è resa conto di aver esagerato, anche perché non solo le ex IPAB facevano le attività in turno: ci sono le biblioteche, gli operai, le educatrici e gli educatori, tante attività e professionalità, soprattutto negli Enti grandi; quindi ha fatto un passo indietro, lasciando che fosse l’Ente, nella sua autonomia, a decidere , quanto e quale personale serve in turno nei festivi e nelle domeniche. Ma il danno oramai era fatto: perché le cose erano andate avanti. E qui si arriva al caso di Foligno, perché il MEF (Ministero di Economie e Finanze) che periodicamente fa dei controlli all’interno degli Enti, ha chiesto tra l’altro come venisse applicata questa disciplina. Questa è una cosa che non viene chiesta sempre, abbiamo anche ispezioni in altri Enti dove queste richieste non vengono avanzate: un caso per tutti, eclatante, è il Comune di Roma che da sempre paga e continua a pagare gli straordinari: ha avuto l’ispezione del MEF ma questa cosa non è stata sollevata. A Foligno è stata invece oggetto di approfondimento, il Comune ha fornito le informazioni  ed il MEF ha contestato il fatto che il Comune di Foligno pagasse lo straordinario anziché il turno. Anche se, diciamo, l’ha scritta in modo un po’ strano, soffermandosi sulla contestazione che lo straordinario comprendeva una maggiorazione superiore rispetto a quella prevista per il turno. Il Comune di Foligno  ha replicato, in accordo con noi, che l’attività svolta nei festivi infrasettimanali non era inclusa nella turnazione, anche perchè c’era un contingente ridotto, richiamando espressamente il parere ARAN per cui è l’Ente che decide come organizzare il personale. Ma il MEF  ha risposto che quel parere dell’ARAN non era applicabile  in quanto il Regolamento di Polizia Municipale di Foligno determina che il servizio venga svolto anche garantendo il giorno festivo: perciò il Comune doveva includere nel turno anche i festivi infrasettimanali. Noi abbiamo fatto presente che il regolamento andava interpretato nel senso che si sarebbe effettuata attività di Polizia Municipale anche nelle giornate festive, e che lo stesso regolamento dà al Comando un margine  di flessibilità nella gestione del servizio. Abbiamo anche consigliato di fare una interpretazione autentica di quel regolamento da parte del Consiglio Comunale, anche a tutela dei dirigenti che si sono succeduti e che secondo il MEF non avrebbero operato correttamente, ma non abbiamo avuto riscontro: semplicemente non si sono  espressi. Sulla base di questo percorso il Comune ci ha di fatto detto: visto che queste osservazioni del MEF sono trasmesse alla Corte dei Conti, e visto che quest’ultima potrebbe condannarci per il danno prodotto all’Ente, noi siamo costretti a procedere al recupero. Noi crediamo invece che il Comune avrebbe potuto  sostenere le proprie idee davanti alla Corte dei Conti  piuttosto che piegarsi alle considerazioni del MEF. Questa è la situazione che ha portato a quello che stiamo vivendo adesso.

Appunto, veniamo all’oggi.

Il sindaco dice che il MEF costringe a fare questa operazione: dal suo punto di vista ci può stare, perché è la scelta più conservativa per la struttura burocratica e per gli amministratori. Noi riteniamo però che sia una cosa profondamente ingiusta; tra l’altro hanno inviato delle messe in mora, hanno chiesto la restituzione della differenza tra quello che è stato pagato come straordinario e quello che secondo loro andava pagato come turno,e addirittura hanno chiesto di recuperare tutti i giorni infrasettimanali in cui i vigili non hanno lavorato: i colleghi si sono visti scalare giorni di ferie e recuperi fino a 40 giorni e con pretese anche superiori. Ripeto, non è una materia che riguarda solo il Comune di Foligno, quindi non ne facciamo un discorso di “aggressività” da parte del Comune o del Sindaco o degli Uffici; ma allo stesso tempo riteniamo che sia necessario difendersi perché si aprono scenari che potrebbero coinvolgere anche altri lavoratori ed altri settori. Il succo è che chi lavora in turno nei festivi infrasettimanali non solo non viene pagato di più ma viene pagato addirittura di meno, solo il 30%: quando lavori feriale vieni pagato 100 mentre il festivo infrasettimanale 30. 

Quindi quello che contestate è soprattutto la remissività rispetto al parere del MEF…

Esatto, anche se le tensioni vengono da più lontano, e su questo invece l’Amministrazione ha delle responsabilità dirette. Tu mi hai chiesto un commento rispetto alle dichiarazioni del Sindaco riguardo alla vicenda straordinari e da qui sono partito, ma a monte c’è una situazione comunque già difficile. Perché la Giunta precedente aveva previsto un piano di assunzioni con la sostituzione di uno a uno per i pensionati in cessazione. Nonostante avessimo avuto in passato degli scontri piuttosto duri, nella fase finale ci stavamo riavvicinando; l’Amministrazione ci aveva chiesto uno sforzo per un progetto estivo di potenziamento dei servizi. Noi avevamo accettato ed avevamo chiesto di cogliere positivamente questa nostra volontà di riconciliazione dando un concreto segnale di disponibilità, potenziando il personale, in modo che, terminato questo progetto biennale 2018-2019, ci fossero maggiori risorse umane, e all’impegno era stato dato seguito con la programmazione di un incremento di personale.

Arriva questa nuova Amministrazione e quel piano di assunzioni non va avanti. O meglio viene data la priorità ai dirigenti, come già era stato avviato dalla precedente Amministrazione; finito il ricambio della dirigenza è partito a dicembre 2019 il concorso per ufficiali, ad oggi non ancora concluso, ma per gli agenti nulla. Sono partiti altri concorsi  (educatrici, amministrativi tecnici), ma quello per agenti ad oggi non c’è. 

Inoltre, rispetto al progetto biennale che avevamo avviato, la nuova amministrazione si presenta dicendo non c’erano più 26mila euro a disposizione, ma solo 20mila. Noi abbiamo fatto presente che non era corretto che venisse ridotto lo stanziamento in corso d’opera, e che noi ci eravamo impegnati in questo progetto a condizione che l’Amministrazione sostituisse il personale che va in pensione. 

Nella trattativa, cerco di essere oggettivo,  sono emerse anche delle posizioni radicali ma alla fine abbiamo cercato di mediare trovando un punto di equilibrio al quale è stata affiancata da alcuni la richiesta (finché non venivano fatte le nuove assunzioni, quindi non in senso assoluto) di ridurre l’orario di lavoro fino alle 20 nel periodo invernale . 

Questa cosa è stata vista come una provocazione e l’Amministrazione ha sbattuto la porta: leviamo i 20mila euro, non attiviamo il progetto (anche se i servizi sostanzialmente si sono fatti lo stesso) e questi soldi li destiniamo all’acquisto di un veicolo (che tra l’altro non è stato neanche acquistato). 

Quindi la frattura già c’era, perché non è stata fatta l’assunzione del personale, dimostrando che o il tema sicurezza non è veramente una priorità collegata alla Polizia locale oppure l’Amministrazione non è in grado di gestire la situazione. E poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’ispezione del MEF, i recuperi e tutto il resto. Ora, quando ho fatto questo quadro della situazione durante la Commissione che c’è stata (ndr: commissione controllo e garanzia del 07/04/2021) il Sindaco si è alterato, ci ha di fatto dato dei bugiardi, dicendo che non è vero che non si stava assumendo; ho provato a far presente che noi capiamo tutto, ma anche lui dovrebbe capire: avevamo avviato un progetto con l’impegno ad assumere personale e ci siamo trovati con meno soldi, col personale non assunto e con la porta sbattuta in faccia. Ma questa sensibilità lui non l’ha dimostrata…  

Anzi ha più volte detto che lui non partecipa a questo mercato (ndr: in commissione ha precisato “trattativa mediorientale” aggiungendo “fate i Vigili Urbani, cambiate mestiere se non vi piace stare in strada… “). Ho cercato di fargli capire che qui nessuno sta cercando di creare problemi:  se facciamo delle proposte è perché crediamo che siano giuste; gli ho dovuto fare un po’ l’ABC dei rapporti tra organizzazioni sindacali ed amministrazioni; gli ho dovuto spiegare che lui ha una posizione legittima ma non può delegittimare la nostra e che quello che proponiamo è il minimo sindacale per fare una cosa corretta nei confronti dei lavoratori. 

Io penso di essere una persona che rappresenta un sindacato, che fa Sindacato e non fa politica. Io ho attaccato la giunta Mismetti perché pensavo che sbagliasse su alcune cose e ora sto attaccando la Giunta Zuccarini perché ritengo che stia sbagliando su alcune cose. Per me è indifferente chi guida l’Ente. 

La situazione del 1° maggio, in cui siete stati tutti richiamati in servizio, è stata vissuta da parte vostra come una ritorsione?

Qualcuno l’ha visto come una ritorsione. Io penso di avere una visione più oggettiva delle cose e non credo che sia stata una ritorsione. Credo che sia una conseguenza logica delle interpretazioni che stanno dando, cioè che il festivo infrasettimanale è un giorno lavorativo come un altro, che deve essere inserito all’interno del turno e quindi devono lavorare tutti. 

Noi avevamo detto: va bene, consideriamolo turno, creiamo una matrice di turno che copra  365 giorni l’anno comprese le domeniche, in modo che evitiamo problemi anche in futuro: si paga solo il turno, però non potete chiederci di coprire 36 ore la settimana per 52 settimane, dovete dirci che volete 36 ore per 52 settimane meno i festivi, come tutti gli altri dipendenti: su questo purtroppo non c’è stata una apertura. E in realtà il 1° maggio non è stato il primo giorno in cui hanno fatto questo: era già accaduto il lunedì di Pasquetta.  

Sta passando, ma in realtà è sempre un po’ transitata, questa cosa che voi rispetto agli altri dipendenti siate dei privilegiati e, in questo periodo, questa cosa viene sostenuta anche pubblicamente e ripetutamente. Quali sono le reali condizioni di privilegio o meglio di differenza dagli altri dipendenti. E poi quali sono le difficoltà reali che voi avete? Perchè è indubbio che il vostro ruolo è diverso. 

Sinceramente tutto questo privilegio io non lo vedo. Credo che sia più che altro un mito che si è venuto a creare, più che una situazione reale. Considera che abbiamo diverse realtà in Italia dove ai concorsi per la Polizia Municipale non si presenta nessuno perché il gioco non vale la candela.  Il contratto è lo stesso dei colleghi amministrativi e tecnici, c’è soltanto un’indennità di 92 euro lordi al mese in più per il fatto che siamo agenti di polizia giudiziaria, ausiliari di pubblica sicurezza e agenti di polizia stradale, ma per il resto, se ci sono delle indennità, sono collegate al disagio e al rischio della prestazione. Perché si turna, perché  si fanno mattine, pomeriggi e sere, perché non si riesce a programmare una visita medica a un mese e mezzo perché non sai che turno farai. Perché non si lavora in ufficio ma in mezzo alla strada, non di rado con condizioni meteo avverse, senza potersi riparare. Se vieni chiamato a lavorare la domenica c’è una indennità del 50%  più il recupero del giorno, quindi  vieni pagato una volta e mezzo rispetto ad un giorno feriale: non mi sembrano cifre da privilegiati. Io penso che in tanti preferirebbero stare a casa piuttosto che prendere il 50% in più per lavorare la domenica. Poi c’era questa cosa dei festivi infrasettimanali con lo straordinario festivo: non mi sembra un privilegio prendere un’ora di straordinario al 130% cioè paga base più 30% ma, ripeto, non passavi la festività coi tuoi o con la famiglia, Considera che ci sono amministrativi che, tra straordinari, incentivi, funzioni tecniche, guadagnano più dei vigili. E considera che il vice-Comandante e l’altra posizione organizzativa presente all’interno dei vigili urbani di Foligno, guadagnano la stessa cifra, se non un pochino di meno, dei colleghi, quindi abbiamo anche questi paradossi. Chiudo dicendo che se guardiamo le forze di polizia dello Stato, del comparto sicurezza, hanno degli stipendi ben superiori ed un trattamento giuridico, previdenziale e fiscale di certo migliore. 

Quanti siete ora?

In servizio, compreso il Comandante, ci sono soltanto 37 operatori (uno dei quali in prepensionamento e tre con limitazioni rilevanti all’attività esterna per motivi di salute), in un comune che conta circa 57 mila abitanti. Per capire la reale ed oggettiva difficoltà della Polizia Municipale di Foligno, basta volgere lo sguardo alla vicina Spoleto, che ha in servizio 40 operatori, avendo espletato un concorso ed assunto in piena pandemia sette nuovi agenti. In pratica, Foligno conta un operatore ogni 1.500 abitanti, Spoleto uno ogni 950 abitanti: un rapporto che, se applicato a Foligno, porterebbe a 60 operatori, con 23 nuove unità. Siamo stati accusati di fare “mercato mediorientale” per aver chiesto quattro ulteriori unità rispetto alla proposta iniziale dell’Amministrazione (che, se va tutto bene, riporterà l’organico complessivo appena sopra le 40 unità).  

E l’età media?

Elevata: l’età media ha ormai superato i 55 anni e abbiamo sette colleghi (quasi uno su cinque) di più di sessant’anni. Il più giovane ha trentasette anni ed è l’unico sotto i quarant’anni. Degli altri, solo nove sono sotto i cinquanta. Questo è un problema che riguarda un po’ tutto il Comune. Oggettivamente va detto che per la tipologia di servizio, come anche per le educatrici, questa cosa da noi incide molto. 

Quanti siete ora?

A me risulta che non arriviamo a 40, un livello di personale oggettivamente basso: siamo sulle stesse cifre del Comune di Spoleto, nonostante abbiano una popolazione significativamente inferiore. 

E l’età media?

Elevata: supera i 50 anni e abbiamo diversi colleghi sulla sessantina. Questo è un problema che riguarda un po’ tutto il Comune, ma per la tipologia di servizio, come anche per le educatrici, questa cosa da noi incide molto. 

In strada di questi 40 quanti ce ne sono?

Guarda, di preciso non lo so dire: sicuramente più della metà. Considera poi che ci sono alcuni che garantiscono i servizi scolastici e nei festivi nei serali il servizio esterno. A lavorare stabilmente in ufficio saranno due o tre, ma per problemi di salute; tutti gli altri  fanno attività d’’ufficio ma garantiscono anche un servizio esterno. C’è da dire un’altra cosa: storicamente, con l’avanzare dell’età il personale veniva portato a fare servizi in ufficio, più leggeri dal punto di vista psico-fisico. Questa cosa va vista a mio avviso in maniera dinamica cioè ipotizzare che su 38 vigili tutti possano fare servizio esterno, alcuni a 65 anni poco prima di andare in pensione, mi sembra una visione miope, che non tiene conto della realtà delle cose:  per la sicurezza propria ma anche degli altri

Finisco con una curiosità: ho letto questa cosa dei bastoni che vi verranno dati in dotazione: era una vostra richiesta? 

Noi abbiamo sempre e solo chiesto che, in base ai servizi che ci vengono comandati, ci fossero l’organizzazione e le dotazioni strumentali che ci consentissero di farle in sicurezza. L’unica richiesta è stata questa. Come polizia locale ovviamente non è nostra la competenza dell’ordine pubblico e della pubblica sicurezza, c’è un nostro ruolo di ausiliari in specifiche operazioni, tra l’altro sempre sotto la gestione dell’autorità di pubblica sicurezza. Quello che abbiamo sempre chiesto è che se ci viene disposto di fare dei servizi, o insieme alla polizia o in sostituzione della polizia, che richiedono un contatto fisico anche con altri soggetti potenzialmente aggressivi, ci vengano dati degli strumenti per difendersi. Non è che il manganello è una cosa che esalta i colleghi della polizia locale; se ci facessero fare attività di polizia locale, polizia amministrativa locale e polizia giudiziaria nei limiti delle competenze, non ci sarebbe bisogno di niente. Forse potrebbero essere più utili gli spray antiaggressione, perché nel tempo delle aggressioni, delle situazioni difficili da gestire ci sono state, e in quelle circostanze servirebbe un’ottima formazione per gestire ed evitare lo scontro, sia a tutela dell’operatore che del soggetto con cui si è a contatto. E’ una materia complicata e difficile, ma quando si fa un certo tipo di attività ci si rende conto che purtroppo a volte lo scontro fisico non è evitabile. Poi debbo dire  che a Foligno, fortunatamente, c’è personale che non va in cerca di menare le mani, tutt’altro. La sicurezza di tutti è la nostra priorità.

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