Cultura Lavoro

Nè fondi né idee, ma così si torna indietro

Intervista a Mario Gammarota, capogruppo di Foligno 2030 in Consiglio comunale, a cura della redazione.

#LAVORO #CULTURA
Di Redazione
In foto: la manifestazione del 17 aprile a Foligno


Da qualche settimana in città si è tornato a discutere delle politiche per la cultura. Ci puoi riassumere il punto di vista dei gruppi consiliari del centrosinistra? 

Partirei da qui: la cultura ha avuto un ruolo importante nel cambiamento che ha caratterizzato la città negli ultimi decenni e ci ha consegnato una realtà più vivace e per molti aspetti più creativa che in passato. Da un lato abbiamo avuto diverse Amministrazioni che anno sostenuto la vita culturale, dall’altra il protagonismo di associazioni cittadine che hanno ideato e promosso iniziative e valorizzato spazi culturali. A fronte di questo, nel 2019 arriva il cambio della guardia: una nuova Amministrazione, con un diverso orientamento politico, che a pochi mesi dall’insediamento si trova a fronteggiare un’epidemia che, se ha colpito un po’ tutti i settori dell’economia, ha addirittura messo in ginocchio i lavoratori della cultura e dello spettacolo. In questo quadro, considerando il fatto che per tutto il 2020 diversi eventi e manifestazioni non potevano svolgersi, e che in virtù di ciò l’Amministrazione avrebbe risparmiato delle risorse, a giugno 2020 in Consiglio comunale abbiamo avanzato due proposte: accantonare una parte di questi risparmi in un fondo in vista della ripresa delle attività ed istituire uno spazio di partecipazione e ascolto per l’intero mondo culturale cittadino, ove recepire problemi, difficoltà e proposte e cominciare ad immaginare la ripresa.

Senza grande successo, si direbbe.

Infatti. Le proposte rimangono lettera morta e si arriva al marzo di quest’anno, quando richiediamo la convocazione d’urgenza della Commissione cultura,  che in vista della discussione del bilancio di previsione, venga aperta alla partecipazione delle espressioni della vita culturale cittadina. Su tale apertura riscontriamo il consenso e la collaborazione della Coordinatrice. La commissione si riunisce l’8 aprile e lo stesso assessore Barili, illustrando l’avviso Estate al Trinci pubblicato il giorno prima, lo descrive come uno strumento parziale, rivolto solo ad una parte del mondo culturale cittadino, che ne lascia fuori un’altra. Insomma dopo un anno di difficoltà e disagi dovuti alla pandemia la risposta dell’Amministrazione di Foligno consiste in un solo intervento, un solo strumento, e per di più – per ammissione dello stesso assessore – del tutto parziale. Non c’è dunque da sorprendersi se in risposta c’è stata la levata di scudi culminata nella manifestazione del 17 aprile di cui avete riferito nello scorso numero.

La manifestazione, appunto. Come si è rapportato il centrosinistra alla mobilitazione dei lavoratori dello spettacolo?

In queste settimane c’è stato un indubbio risveglio di attenzione: è un fatto positivo che i gruppi del centrosinistra intendono ascoltare, sostenere e valorizzare.  Innanzitutto abbiamo presentato una mozione che richiede che si tenga conto, nella programmazione dei prossimi mesi, anche di quella parte (lavoratori e lavoratrici professionisti)che era ignorata dall’avviso del 7 aprile: si potrebbe fare qualcosa di simile a quanto fatto da Comuni come Padova, Pisa o Udine, che hanno pubblicato bandi accompagnati da finanziamenti significativi, a sostegno di tutto il comparto.

Con quale esito ?

Al solito, la mozione è stata discussa l’11maggio e rigettata. In pratica il Comune, a tutt’oggi, non ha assunto impegni formali nei confronti di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Questo naturalmente preoccupa, come anche la totale assenza di strumenti di partecipazione. Più ancora preoccupa il fatto che non si vede un ‘idea di politica culturale né dell’ identità che si vuole dare a questa città. Abbiamo un lascito importante delle precedenti Amministrazioni: una politca culturale che -senza rinnegare la tradizione- ha dato spazio all’innovazione e alla sperimentazione, ha promosso festival sul Barocco ma anche sul Jazz e sulla musica elettronica, ha ospitato stagioni del teatro di prosa ma anche rassegne di teatro sperimentale. Un lavoro importante, condotto dalle più diverse associazioni, compagnie ed esperienze artistiche: ora bisogna che l’Amministrazione dica con chiarezza se vuole dare seguito a queste esperienze oppure gettarle al macero. Questo è anche il senso dell’interrogazione che il centrosinistra ha presentato: vorremmo sapere quante risorse sono rese disponibili dai risparmi dello scorso anno e soprattutto con quale idea di cultura si guarda al futuro. 

Qui sotto, i  link con la mozione e con l’interrogazione:

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