Politica

Una donna alla guida del PD

Intervista a Maura Franquillo, neo segretaria del Partito Democratico di Foligno, a cura di Matteo Bartoli.

#POLITICA
Di Matteo Bartoli
In foto: Maura Franquillo


Sei appena stata eletta segretaria dopo anni difficili per il PD locale. Facci un quadro che parta dai motivi della sconfitta e arrivi a questo tuo mandato.

Nessuno di noi era preparato a vivere la sconfitta, ci sembrava impossibile che una città come la nostra si sarebbe affidata ad uno schieramento totalmente diverso dal nostro. Eppure è successo. Nel corso del mandato amministrativo che ho avuto l’onore di svolgere, avevamo capito che all’esterno delle istituzioni non veniva percepito bene quello che si stava facendo e che, nel sentire comune, non c’era rispondenza reale della percezione delle nostre azioni politiche e amministrative. Tutto questo ha influito molto.

Entrando nel merito, noi abbiamo lavorato bene, lasciando un bilancio con i conti in ordine e una serie di progetti e di finanziamenti che spaziavano dall’ambiente, al sociale, allo sviluppo economico, alla cultura. Abbiamo lavorato tanto eppure non c’è stata questa percezione. Poi è arrivata l’inchiesta giudiziaria a pochi giorni dall’appuntamento elettorale. Questi due fattori hanno influito per molte persone.

Quanto influì anche il traino nazionale di Salvini?

Moltissimo. Specie nei riguardi di coloro che sono culturalmente più fragili. E’ facile parlare alla pancia di chi ha più bisogno di essere aiutato. Sono stata cinque anni ai servizi sociali ed ho visto tanta gente in difficoltà. Ci siamo impegnati per non lasciare indietro nessuno, ma comunque tanti dei motti di quella propaganda si sono insinuati nei cittadini. 

Tu prima mi hai parlato di un allontanamento fra ceti di riferimento e rappresentanti politici e amministrativi. Ne eravate consapevoli? 

Avevamo percepito che, nonostante la nostra presenza e le nostre scelte politiche-amministrative, non c’era una consapevolezza adeguata del nostro lavoro. Riuscivamo a percepire che la società civile aveva voglia di esprimersi. E forse anche per questo siamo arrivati alla candidatura di Luciano Pizzoni che è stato portatore di novità rappresentando i valori di centro- sinistra.

Ma quasi tutti i consiglieri eletti del Pd facevano invece parte della scorsa amministrazione. Ti chiedo come sarà orientata la tua segreteria. Rinnovamento? Continuità? Rinnovamento nella continuità?

Noi abbiamo bisogno di esperienza e di freschezza, l’obiettivo prioritario che ci poniamo è quello di riportare in città un’amministrazione di centro-sinistra. Crediamo fortemente nel valore della coalizione: deve esserci e deve essere ben strutturata e sinergica. Nel prossimo appuntamento elettorale noi ci saremo, siamo consapevoli che ci sarà bisogno di pluralità. Per noi il nemico è la destra. Certo, nella scorsa tornata elettorale non è stato condiviso un candidato PD ma nel prossimo futuro non è detto che il candidato non possa essere espresso dal Partito Democratico. L’obiettivo che ci poniamo è quello di riprenderci il governo della città.

Te sei stata assessora al sociale. Entriamo un po’ nel merito delle politiche della Giunta Zuccarini.

Noi abbiamo fatto la scelta di non tagliare nessun servizio alla persona e, dove venivano evidenziate meno risorse, siamo intervenuti con i progetti europei. La crisi mordeva e c’era tanta gente che con grande dignità chiedeva un aiuto. Abbiamo quindi privilegiato l’assistenza in particolare ai più fragili e non abbiamo mai ceduto sull’investimento per tutte le voci delle politiche sociali.  

Una domanda sul piano tecnico, da inesperto. Avete finanziato coi bandi per sopperire alla riduzione del budget?

Sì, abbiamo cercato di coprire così più di un servizio.

E la programmazione la si è garantita a modo? In definitiva ti sto chiedendo: bastano i fondi per fare serie politiche sociali?

Noi per garantire i servizi ci siamo agganciati ai fondi europei perché nel tempo sono venuti un po’ ad assottigliarsi i fondi nazionali e regionali, tuttavia l’amministrazione regionale ha sempre cercato di accogliere le nostre istanze. Certo, finanziare alcuni servizi con i fondi europei vuol dire garantirli per un tempo non troppo lungo, pertanto assume un grande valore la scelta politica. Sottolineo poi che progetti europei sono complicati e necessitano di un grande impegno. Abbiamo anche scommesso sul valore dell’associazionismo assicurando spazi e sostegno. I nuovi amministratori non mi sembra che abbiano una sensibilità tanto marcata. Per noi dietro i numeri ci sono le persone in carne ed ossa, ci sono storie di singoli e di famiglie, possibilità di poter vivere una vita migliore. Dalla percezione che ho, data anche dai racconti di molti cittadini che hanno chiesto aiuto, l’attuale amministrazione rimane rigida e distante.  

Veniamo al congresso regionale del pd. E’ stato vinto da Tommaso Bori che è capogruppo in consiglio regionale ma la situazione è stata molto conflittuale sin dal terremoto degli arresti. L’ex segretario di Foligno Carlo Schoen si era candidato alla segreteria provinciale per poi ritirare la candidatura in disaccordo con la gestione e in aspra polemica. Tu hai avuto modo di sentirti con la nuova segreteria? E che ne pensi di questa situazione?

Non ho ancora parlato con nessuno della segreteria. Per onestà devo dirti che ero nella lista del sindaco di Narni, Francesco De Rebotti. Il percorso del congresso è stato molto delicato. Tutti e tre gli sfidanti di Bori hanno preferito sfilarsi a fronte di situazioni da loro ritenute non condivisibili, anche nel tentativo di cercare un candidato unitario. Non si è riusciti a trovare questo equilibrio e oggi Tommaso Bori è il nostro segretario. Dunque, nel momento in cui verremo convocati, porteremo sul tavolo le istanze della nostra città.

Guerra finita o ritirata strategica? Si sono fatti per bene i conti con i vari passaggi?

Non so darti una risposta, vedremo quel che succederà. Io penso che in questo contesto bisogna lavorare per riportare non solo Foligno ma anche l’Umbria verso un’amministrazione con valori di centro-sinistra. Continuo a dirti che il nostro avversario è la destra. Se siamo intelligenti riusciremo a trovare un punto di equilibrio per elaborare linee programmatiche-politiche di significato. Noi possiamo anche litigare, ma poi bisogna fare sintesi per andare avanti. Credo che la pluralità sia un valore. A Foligno abbiamo fatto un percorso molto significativo: siamo arrivati ad una candidatura unica, è prevalso in tutti il senso di responsabilità verso la nostra città. Non è stato facile ma siamo riusciti a trovare una sintesi. Ora la priorità è ristabilire un contatto con la società civile e in questa operazione sono molto importanti i circoli, che avranno il compito di tornare a dialogare con i territori.

Tu eri una candidata nella lista di De Rebotti e sicuramente avrai più riferimenti di me per dare un giudizio. Credi che la discussione del congresso sia stata all’altezza della sfida della riconquista della regione? Che tipo di posizioni si sono contrapposte? Le differenze sono state nominalistiche oppure sostanziali?

C’è stato un dibattito molto lungo, le posizioni dei candidati erano tutte molto chiare, nonostante la chiarezza però non si è arrivati ad una sintesi in grado di poter rappresentare tutti. Per questo, si sono sfilati tre candidati alla segreteria regionale e uno alla segreteria provinciale. La discussione è sempre stata significativa. Il congresso comunque ci ha restituito la struttura partito. Ora è dobbiamo lavorare.

Quindi dipende dalla capacità del partito di riuscire ad essere unito.

Ora la struttura politica c’è. Con un grande lavoro ce la possiamo fare. 

Abbiamo ripercorso il passato e provato a fare analisi del presente. Su quali nodi strategici vi concentrerete per il futuro? Quali istanze vorrete rappresentare?

Ci sono tematiche che devono essere strutturate nel modo migliore possibile perchè sono interconnesse alla vita di ogni persona: la sanità, il sociale, lo sviluppo economico, il lavoro, la scuola e la formazione. Abbiamo sempre scommesso su queste tematiche e oggi dobbiamo essere ancora più incisivi, perché c’è una destra che in poco tempo ha svilito tutto quello che avevamo costruito. E’ opportuno concentrare l’attenzione sulla crescita dell’Its e sulla realizzazione del parco delle scienze; un progetto quest’ ultimo di grande valore.

Già che ci siamo: Mismetti aveva provato a chiudere un accordo con la proprietà dell’ex zuccherificio. Come pensi che stia lavorando questa amministrazione sul tema?

Non ho visto grandi slanci da parte degli amministratori attuali, forse non si rendono conto nemmeno della grande portata che ha, ho percepito invece solo grandi promesse. La nostra opposizione dovrà sollecitare in modo continuativo la realizzazione di tale progetto.  Bisogna avere la tenacia di essere sempre presenti e fermi sulle nostre posizioni. L’obiettivo è quello di realizzare il parco delle scienze. Non dobbiamo mai stancarci di fare opposizione e di cercare di frenare la corsa di questa maggioranza che dimostra ogni giorno di non avere nessuna visione per la crescita della città e di essere distante dai bisogni dei cittadini.

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