La Città Invisibile

A Foligno non c’è un problema “sicurezza”, ma di percezione

Intervista al dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Foligno, il vicequestore aggiunto Adriano Felici, a cura di Susanna Minelli.

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A cura di Susanna Minelli
In foto: Il vicequestore Adriano Felici


Il dottor Adriano Felici da agosto è il nuovo dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Foligno. Romano, 37 anni, ha diretto la Sezione criminalità organizzata della Squadra Mobile di Perugia. Sedicigiugno ha deciso di intervistarlo, visto il continuo chiamare in causa della questione “sicurezza” da parte dei media locali e dei gruppi social cittadini. Oltre che, immancabilmente, da certa politica.

Veniamo subito al cuore della questione: per molti Foligno non è una città sicura. Per molti altri lo è. Per altri ancora, invece, lo stato di sicurezza sarebbe notevolmente peggiorato negli ultimi due anni. Lei è arrivato a dirigere il Commissariato di Polizia di Stato di Foligno questa estate, che idea si è fatto di questo territorio?

Se vogliamo subito giungere al nocciolo della risposta, possiamo dire con certezza che a Foligno non c’è un problema “sicurezza”. Mi spiego meglio: noto delle fenomenologie criminali fisiologiche e proporzionate al bacino territoriale a cui ci riferiamo. Questo non vuol dire assolutamente che non si commettono reati, ma che gli episodi di devianza che si verificano – e sarebbe impossibile pensare che non si verifichino in una realtà dinamica come quella di Foligno – rientrano nell’ordine delle cose, ma soprattutto che sono tutti molto gestibili dalle forze dell’ordine. Parlare di un problema “sicurezza” a Foligno, dunque, è decisamente fuori luogo.

Ha definito Foligno “una realtà molto dinamica”. Senza dubbio fa riferimento alla cosiddetta “movida” che fa tanto discutere i cittadini per gli effetti molesti che talvolta provoca e che soprattutto vengono avvertiti dai residenti del centro ma anche da chi lo frequenta. Episodi di devianza, anche negli ultimi due mesi, se ne sono verificati in questo senso. Ma anche episodi di piccola criminalità, che affondano le loro ragioni in una problematica più ampia e di natura sociale. Ha fatto molto clamore nell’ultimo anno il caso “piazza Matteotti”. A suo avviso, questa movida, può essere terreno fertile per il proliferare di eventi di criminalità, come sostiene qualcuno?

La movida folignate è una bella movida. E’ composta da gente di tutte le età, giovani, meno giovani ma anche tante famiglie. E’ chiaro che quando c’è così tanta offerta è inevitabile che emergano episodi di devianza. Ma come, ho già detto prima, sono episodi fisiologici in una città che ha questo tipo di attitudine commerciale. Ma nulla che superi l’asticella. La situazione è tutt’altro che fuori controllo.

Nel corso del tempo, e anche negli ultimi mesi, sono stati compiuti dalla Polizia di Stato diversi arresti per spaccio di sostanze stupefacenti. E ricollegandosi alla tematica della movida, più volte i residenti del centro città, durante i week end, hanno riferito di essere stati testimoni di episodi di scene di spaccio e di consumo di sostanze in strada. Qual è il quadro della situazione sotto questo punto di vista?

Anche lo spaccio e la diffusione di sostanze stupefacienti sono proporzionati al bacino d’utenza ma siamo lontani dal raggiungere livelli di allarme, come è avvenuto in determinati periodi in altre città dell’Umbria. Gli arresti che si sono operati anche negli ultimi mesi sono stati frutto di una particolare attenzione e di un continuo monitoraggio sul territorio da parte degli operatori delle forze dell’ordine.

Secondo i report forniti dal Serd (il Servizio per le Dipendenze) negli ultimi anni si è intensificato il poliabuso di sostanze. Sono sempre di meno i consumatori “puri” di un’unico tipo di stupefacente. Togliendo la cannabis che si può definire una droga leggera, cocaina ed eroina, per esempio, rappresentano degli spauracchi da un punto di vista sociale. Due droghe tanto pericolose, per l’elevata dipendenza che creano, quanto diverse tra loro. Droghe, in particolar modo l’eroina, che possono avere effetti fatali sui consumatori. Due tipi di sostanze che tuttavia sappiamo essere diffuse sul territorio, tra giovani e meno giovani …

Va fatta una premessa. L’assuntore di cocaina, in genere, è molto più integrato nel tessuto sociale rispetto al consumatore di eroina. L’assuntore di cocaina molte volte si nasconde dietro profili, per così dire, “insospettabili”. Il consumatore di eroina invece, visti i particolari effetti della sostanza, generalmente è molto più riconoscibile. Ed è anche molto più soggetto a commettere reati di tipo predatorio, statisticamente parlando, rispetto al cocainomane. Gli ultimi arresti operati dalla Polizia in città sono legati allo spaccio di eroina. C’è un’attenzione molto alta sull’ambito da parte delle forze di polizia cittadine, anche se non è riscontrabile un consumo massivo di entrambe le sostanze. Tuttavia non si può e non si deve abbassare la guardia.

Faceva riferimento ai reati predatori nel corso dell’ultima risposta. Negli ultimi mesi pare che siano ulteriormente calati i furti. A dir la verità c’è stato anche un arresto che ha fatto molto parlare: quello del ladro seriale che operava ai danni dei negozi del centro città. Eppure ogni volta che emerge un singolo episodio di furto il sentire comune è quello di una situazione fuori controllo sul fronte reati predatori. Un fenomeno amplificato dall’uso dei social. Conferma questo trend in calo?

Confermo. Il trend è ampiamente in calo. Poi è altresì chiaro che la percezione varia da persona a persona. Ognuno ha la sua sensibilità. Chi viene colpito in prima persona, per esempio, tende ad avere una percezione completamente diversa da chi non è mai finito nel mirino dei ladri. Ma i dati parlano chiaro: i furti sono in calo.

Da anni anche a Foligno si parla di controllo di vicinato. Ci sono state delle esperienze in questo senso nel territorio. Lei cosa ne pensa, ritiene efficace questo metodo? E’ di aiuto per le forze dell’ordine?

Lo ritengo utile nella misura in cui il cittadino si limiti al monitoraggio e all’osservazione, non intervenendo in prima persona. Ma che soprattutto avvisi in maniera tempestiva le forze dell’ordine, se nota movimenti anomali, senza assumersi responsabilità o compiti che non sono di sua pertinenza.

Da anni a Foligno si parla di implementare il sistema di videosorveglianza in centro …

Che dire, sarebbe utilissimo un investimento del genere. Un sistema di videosorveglianza intelligente può avere anche un effetto deterrente per chi ha intenzione di delinquere. Molte volte la videosorveglianza è stata risolutiva per individuare i responsabili di reati. Non posso che essere d’accordo con una volontà del genere.

Mi congedo dunque, con una certezza già esistente, ma che ne esce rafforzata. Foligno non è Gotham City, tanto meno il Bronx. Il sensazionalismo che passa dai social, attraverso un’isteria di massa sempre più caotica e manipolata con perizia da certa politica, cozza con la realtà. Cozza con i numeri. Ma probabilmente non con la percezione generalizzata che viene drogata appunto dai social media. Inevitabilmente, stando così le cose, anche la sicurezza, diventa una questione di coscienza.

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