Scuola

La nostra idea di cura

Raccontare la pace è già di suo un gesto di pace. E la malattia non è una guerra. Quali parole e quali contenuti porta Emergency nelle scuole? Come si risponde alla piaga del bullismo ? A cura di Emergency Foligno.

#ascuoladiuguaglianza
Del Gruppo Emergency Foligno
In foto: Il logo di Emergency

“Siamo in guerra”. Quante volte in questi mesi di pandemia ce lo siamo sentiti dire.  Anche se la malattia non è una guerra, l’uso di questo linguaggio bellico è stato dato per scontato. I virus sono entità biologiche che esistono da tre miliardi di anni, l’umana specie esiste da molto meno e la guerra è una sua invenzione. La metafora bellica per descrivere un contesto pandemico genera un cambiamento nel significato, e questo spostamento di senso produce un effetto di straniamento. Il linguaggio bellico, nel mentre rende coesa la popolazione, drammatizza ed enfatizza il vissuto della pandemia mitigando il significato di guerra nei suoi reali effetti devastanti. La guerra, quella vera, è fatta di nemici, armi, distruzione, abusi, di spietati atti criminali contro le popolazioni, di tante vittime innocenti (il 90% sono civili), di cui una su tre è un bambino. E questo non è stato lo scenario della pandemia. Cos’altro c’è ancora di fuorviante nell’idea della malattia come una guerra? Che la vittoria dipenda in qualche misura dal valore, dalla forza con cui si combatte. E “arrendersi” alla malattia sia invece una sconfitta: “ha perso la sua battaglia”. In realtà, e lo riscontriamo anche in questa pandemia, la guarigione è l’esito di un combinarsi fra scienza, cura, e risposta del corpo, non un atto eroico: e la cura si nutre di solidarietà, compassione, pazienza, costanza, vicinanza. “Se il pensiero corrompe il linguaggio, anche il linguaggio può corrompere il pensiero” (George Orwell).

Seppure non viviamo in uno scenario di guerra abbiamo quotidianamente a che fare con diseguaglianze, discriminazioni, respingimenti di uomini donne e bambini in fuga dalla guerra e dalla miseria. La cronaca ci restituisce storie di vittime di relazioni violente nei luoghi di lavoro, nelle famiglie, nella scuola, di aggressioni verbali con un linguaggio che nutre e istiga pensieri e comportamenti lesivi della dignità delle persone.

La guerra è l’ultima espressione di una società e di una cultura che si nutre di violenza e prevaricazione. 

E le giovani generazioni?  Pontifichiamo su di loro quando entrano con clamore nelle cronache. I minori non escono indenni, lindi e pinti, da questa violenza elevata a “modalità relazionale” e il bullismo ne è la drammatica espressione: si esclude e colpisce l’ “altro”, il diverso da noi, reso ancor più fragile, vulnerabile da stereotipi e pregiudizi.  Quali parole e quali contenuti porta Emergency nelle scuole?

Raccontare nelle scuole le attività della associazione è riportare anche l’attenzione al   rispetto dei valori della nostra Costituzione, a partire dai suoi Principi fondamentali e dai Diritti e Doveri dei cittadini. La nostra Carta costituzionale pone un argine all’attuale esasperante ed esasperata minimizzazione dei doveri e all’enfatizzazione dei diritti.

Emergency racconta la pace: costruire è già di suo un gesto di pace, costruire ospedali e offrire cure gratuite universali e di alta qualità è promuovere una cultura di solidarietà e di rispetto dei diritti umani. L’Associazione propone attività, presentazioni e laboratori specifici per età, aree tematiche e cicli scolastici, avvalendosi anche di testimonianze come strumento di informazione e per parlare del rifiuto della violenza e della guerra, e dell’importanza di gesti concreti per costruire la pace.

Gli ospedali di Emergency hanno tre pilastri fondamentali Eguaglianza Qualità e Responsabilità sociale, con un surplus: “Vogliamo che i nostri ospedali siano anche belli, scandalosamente belli: perché la bellezza diventa segno di rispetto verso persone profondamente segnate dalla guerra o dalla malattia e un luogo bello offre le condizioni essenziali per recuperare dignità nella sofferenza.” (Gino Strada). La Cura non è solo una prassi da adottare in ambito medico, è un diritto e valore fondamentale per ricostruire il senso del vivere comune, il principio ispiratore dei rapporti tra gli individui: con questa idea di cura si tessono legami solidali. “Se ognuno di noi facesse il suo pezzettino, ci troveremmo a vivere in un mondo migliore senza neanche accorgercene”. (Teresa Sarti Strada, fondatrice e prima Presidente di EMERGENCY)

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