salute

L’Universo Continuo 

"La pandemia è riuscita a devastare in profondità le tre reti, fondamentali della nostra esistenza, la rete sanitaria, quella economica e quella sociale..Improvvisamente il nostro stesso esistere è andato in frantumi." Un'interpretazione di Ivano Cenci.

Una visione evolutiva delle cose per uscire dalla Terra di Nessuno

#salute
Di Ivano Cenci
In foto: Una possibile immagine del Big Bang


Novembre 2021, anno secondo del naufragio pandemico, dall’isola semi-sconosciuta di “greeen-pass-ricostruzione”. Stiamo cercando faticosamente di uscire dalla terribile pandemia Covid-19. Siamo ancora confusi. Alcuni cercano la via più giusta per ricostruire, in silenzio,  tra paure mai sopite e fiducia in un possibile Mondo Nuovo. Alcuni sfilano “contro”. Le “folle contro” nei loro cortei appaiono talvolta come pugili un po’ suonati (‘ntronati). Quando, anche casualmente, suona una campanella si alzano e vanno in mezzo al ring, vibrano confusi pugni in ogni direzione, sembrano aver bisogno di un nemico da colpire. Ma in mezzo al ring spesso non c’è niente e nessuno, solo suoni e voci che rimbalzano in ogni direzione dando forma a nemici allucinati. Quando prendi certe legnate fai fatica a  rialzarti; dolore e  paura ti annebbiano i  sensi e allora, per istinto di sopravvivenza, sei portato ad  aggredire tutto ciò che si muove. Un  anno fa eravamo tutti così, feriti e confusi, non riuscivamo più ad essere gruppo, società, nazione, eravamo diventati “folla”. 

La pandemia è riuscita a devastare in profondità le tre reti, fondamentali della nostra esistenza, la rete sanitaria, quella economica e quella sociale..Improvvisamente il nostro stesso esistere è andato in frantumi. Ora forse possiamo iniziare a  ricostruire i complessi legami, le complesse strutture perdute. L’esperienza  della pandemia ci mostra come la ricostruzione dovrà  fondarsi soprattutto su  una rete sanitaria molto più forte, è  la rete che per sua stessa natura si “prende cura” degli esseri umani. La pandemia ci ha dimostrato che, crollata la rete sanitaria, tutte le altre si frammentano in breve tempo.

Nei nostri tentativi di ricostruzione”,  incappiamo  talvolta  nelle Terre di Nessuno (dalla guerra di trincea); sono luoghi ove è facile ridiventare “folla” e magari “folla contro” e allora riemergono nemici allucinati, “ombre proiettate sulla parete della nostra grotta”. Improvvisamente un nemico qualsiasi ( i Cinesi, oppure gli scienziati cinesi  e francesi, o anche i medici e gli infermieri, e perché no  lo Stato ed il Governo, e poi  le ditte farmaceutiche, la Pfizer, magari gli ebrei “quelli ricchi” e chi più ne ha…) emerge e diviene l’origine dei tuoi mali. Attenzione, quando  entri nella Terra di Nessuno, il futuro all’improvviso comincia a farti paura, il progresso scientifico diventa fonte di angoscia; riemerge allora il ricordo del mondo perfetto, quando tutto era meglio di adesso, e non c’erano tutti questi problemi. Spesso nella Terra di Nessuno ti viene voglia di fare muri e chiudere le frontiere, perché il Nemico è fuori. Riaffiora mondo passato fatto di armonie perfette, di cui spesso, a ben guardare, non si hanno notizie certe; alcuni ne certificano l’esistenza; spesso di fronte a tali esperti tendiamo ad annuire passivamente, così perché pare  sia giusto. Il mondo passato è spesso perfetto perché così l’ha voluto Dio ed i soliti esperti certificano anche che è l’uomo col suo stupido progresso ad averlo distrutto. E’ possibile che il nostro modo di pensare il mondo, alcuni nostri “paradigmi” (Kuhn), possano aver generato  un terreno fertile  per La Terra di Nessuno? E’ possibile inoltre che ci manchino elementi di conoscenza che potrebbero aiutarci a costruire diversamente e forse meglio un Mondo Nuovo?

Partiamo da qualcosa di molto lontano: Genesi.  In Genesi  Dio,  dopo aver creato la terra, crea nei giorni successivi la luce, poi le piante, quindi gli animali ed infine l’uomo; da una sua costola viene genrata la donna. Una serie di atti creativi, definiti nel tempo, perfetti perché creati da Dio; ogni struttura o creatura sono così perfette in origine, date per sempre. Questo modo di pensare il mondo ele cose è dentro di noi, che siamo o meno credenti. Il mondo, la Natura sono perfetti, è solo l’ uomo col suo stupido Progresso che li mette continuamente a rischio. In questo modo di pensare  “alcuni” diventano gli interpreti di Dio e/o del perfetto Mondo Antico, questi Alcuni definiscono le “vere” regole della perfezione. Sono spesso questi Alcuni che definiscono  ciò che è normale da ciò che non lo è. In questo Mondo Perfetto qualsiasi variazione, novità o diversità diviene detestabile,  perché finirà per alterare il perfetto ed inamovibile equilibrio originale. Qui nascono le Terre di Nessuno.

Ma esiste almeno  un altro modo per interpretare Genesi. Dio effettua passaggi successivi, in una sorta di progressivo perfezionamento. Dapprima la luce, dopo di essa e da essa la materia delle stelle,  e poi  la materia delle piante, fino ad arrivare all’uomo. L’uomo è l’essere perfetto perché ultimo nella progressiva evoluzione. (ndr in realtà l’essere più perfetto del creato sarebbe la donna, perché ultima ad essere creata. Ma vado contro il mio interesse e taccio). E’ un modo analogo, ma assai diverso di pensare il mondo; la perfezione non è data per sempre, l’universo si genera in continuazione, la creazione è un evento continuo. Ogni “forma” e struttura è forma perfetta in grado di generare nuove forme sempre più perfette. Non esistono Norme o Normalità per sempre, le Variazioni sono elementi essenziali per perfezionare le forme attuali. La perfezione non è solo nel passato, ma anche e soprattutto nel futuro. Un universo perciò evolutivo. L’Universo come processo storico.

Ma gli astronomi come vedono l’universo che è sotto i nostri occhi? Possibile che abbiano “paradigmi” che sfuggono ai più? In uno scritto di Enrico Bellone leggo: “i modelli a big-bang hanno prodotto una radicale mutazione nelle idee relative alla posizione dell’uomo nella Natura…questa mutazione però non è ancora entrata a far parte delle considerazioni sulle quali medita la cultura diffusa….”.Che cosa ci sfugge?  Guardiamo la rappresentazioni del modello a big-bang di E.R Harrison: un universo che parte dal big-bang iniziale (20 miliardi di anni fa) e poi evolve.  Dapprima gli abissi del tempo in cui è presente solo radiazione e poi particelle. Poi compaiono gli elettroni, poi gli atomi che si aggregano, si legano a formare molecole, inizia così “l’era della materia”;  nell’era della materia dopo 2 miliardi di anni le prime galassie. Dopo  17 miliardi di anni si forma la terra. Su questo pianeta dopo altri tre miliardi di anni le strutture molecolari iniziano a formare strutture organiche. Come in Genesi piante, poi animali poi homo sapiens. Un linea continua in un universo evolutivo in cui particelle che divengono  atomi, si aggregano in forme progressive sempre più complesse fino all’uomo. Un universo evolutivo che finisce per generare “forme” in grado di osservarlo e definirlo; “La Natura, nella forma dell’uomo, comincia a conoscere se stessa” (Vikton Weisskin). Gli astronomi, archeologi del Creato, ci forniscono la visione di un universo evolutivo, nuovo, in  grado di creare conoscenza di sé.

 Ma questa visione nuova dell’universo e della natura può modificare il nostro pensiero, addirittura la nostra matematica? Nel XVIII e poi nel XIX secolo si pongono le basi della moderna statistica. La matematica può descrivere la realtà, dall’altezza media degli uomini fino alle “medie” dei comportamenti umani. Sotto la spinta del determinismo si inizia a parlare di Norma, di “media ideale”, a partire dall’idea che esistono un ordine ed una perfezione nell’universo che Dio ha definito nella sua creazione. La norma è uno strumento che i romani usavano per costruire angoli retti, la squadra a T. Gauss introduce il termine “normale” in algebra nel 1809. Il termine viene viene esteso alla curva di Gauss, la curva a cupola che viene usata per descrivere la distribuzione binomiale in Statistica. Il termine “normale” guadagnò popolarità principalmente in ambito medico, era l’opposto di patologico. Ma finì per essere applicato a qualsiasi cosa, soprattutto al comportamento umano.”Normale” fu usato per designare le cose come sono e come dovrebbero essere. La curva normale descriveva La Media in statistica. Normale divenne ciò che rientra nella Media, ciò che è ideale. La curva Normale divenne l’ossessione degli statistici. Spesso si “forzavano” i dati per costringerli in una curva Normale. Le variazioni, i dati che uscivano dalla curva Normale erano detestabili perché non rientravano nella Normalità che Dio aveva creato, erano sorta di errori che andavano cancellati. Esistevano così specie, tipologie ideali che rientravano nella Media della Normale, comportamenti normali, colori della pelle normali…La visione di un mondo perfetto creato da Dio aveva finito per influenzare la stessa matematica e creato un mondo di regole e comportamenti Normali che “alcuni” definivano in modo “matematico”.

La visione di un mondo in evoluzione, di una natura ed un universo evolutivo avviene con Darwin, l’evoluzione è un processo naturale che si fonda sulle Variazioni, sulla Diversità. In statistica Pearson introduce l’importanza delle Varianti. Un modo nuovo di concepire il mondo, che purtroppo ancora non ci appartiene. Ancora siamo troppo immersi in una statistica, in un pensiero che non riesce a vedere la perfezione di un universo in continua evoluzione.  A mio parere entrare in questo modo nuovo di osservare e decodificare il mondo ci può aiutare costruire un modo nuovo di pensare il mondo e l’uomo all’interno della natura. La base per costruire un Mondo Nuovo senza Terre di Nessuno ove “alcuni” decidono Norme e Normalità perché così vuole Dio

(Magari chissà la prossima volta ci interessiamo di Giorgio Parisi e del suo Nobel). 

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