Scuola

Natale, la parola ai bambini

La parola ai bambini, nelle loro lettere a Babbo Natale raccolte da Sabina Antonelli.

#ascuoladifuturo
Di Sabina Antonelli
In foto: Un disegno di Natale.


Care lettrici e cari lettori

Questo mese vi lascio in buone, buonissime mani. Non servono altre parole. Serve solo inchinarsi di fronte alla grandezza di molti che troppe volte definiamo “piccoli”.

Hanno scritto tanto o poco, hanno scelto liberamente di farlo e si sono messi in gioco aprendo il loro cuore e condividendo il loro sentire. Hanno trovato diversi generi letterari e segni grafici per raccontarsi e, soprattutto, con la bellezza che li accompagna da sempre, dimostrano quanto dobbiamo ancora imparare da loro.

Buona lettura e buone feste. Sabina 

Caro Babbo Natale

Io della mia scuola vorrei cambiare…vorrei cambiare il giardino. Ne vorrei uno gigantesco tutto per noi. Ora è piccolino e io invece vorrei stare sempre fuori, sempre fuori. Il giardino è diviso con una striscia che divide la sezione B e la sezione A e non mi piace. Vorrei mettere tanti fiorellini nella mia scuola e tanti cuoricini e tanti dolcetti che mi piacciono. Le maestre dovrebbero darci gli ovetti di cioccolata. Io veramente vorrei stare sempre con mamma ma a scuola c’è la mia migliore amica. Vorrei anche fare un corso di musica con gli strumenti veri e poi mi piacerebbe mettere il gel da sola, quello sulle mani. Io non gioco quasi mai perché gli altri bambini mi dicono che non posso giocare perché distruggo tutto. Io vorrei che non mi dicono più questa cosa!! …… SCHERZETTO!!  Non me lo dicono mai che distruggo tutto. Con le femminucce mi trovo benissimo con i maschietti e con le maestre così così che mi devono far fare sempre i lavoretti ed io invece voglio sempre giocare e fare quello che mi pare. Infine vorrei che la mia scuola fosse a forma di torta con tanti piani!

dall’intervista a Vera ultimo anno scuola dell’infanzia di Sterpete

*   *   *

Caro Babbo Natale quest’anno vorrei chiederti qualcosa di speciale.

il mondo ha bisogno di te e della tua magia. Sai qui, sul pianeta terra, ogni tanto noi ci sbagliamo: alcuni di noi fanno le guerre, qualcuno non ha da mangiare, qualcuno non

rispetta i diritti degli altri, soprattutto quelli dei bambini, qualcuno ha perso la fiducia, qualcuno ha perso il sorriso, qualcuno vuole sempre avere ragione senza ascoltare le idee degli altri…insomma abbiamo proprio bisogno di te Babbo Natale, tu sei l’unico che possa aiutarci. Abbiamo bisogno di amore, di pace, di sorrisi, di dolcezza, di attenzioni, d’ascolto, di abbracci, abbiamo bisogno di tornare a sognare, a fare progetti, a giocare soprattutto insieme, a rispettarci, e a rispettare i diritti.

Babbo, la ricetta per realizzare tutto questo prevede la tua magia e il nostro impegno, e allora ti chiedo un’ultima cosa, aiutaci a trovare la forza, la fiducia e il coraggio di cambiare le cose ingiuste e di costruire insieme un mondo migliore.

Francesco scuola primaria Piave

*   *   *

Oggi abbiamo letto una lettera sul nostro libro di lettura e abbiamo pensato di scrivere una lettera a Babbo Natale. Eccola qui:

Carissimo Babbo Natale

Piove, anzi grandina. Che cosa vuoi che ti dica? Non finirà mai di piovere. Sono giorni che piove sulle nostre scuole e sulle nostre case. La maestra ci ha detto che la pioggia è necessaria per ripulire le strade e dare nutrimento alle piante e agli animali per farli crescere. E allora ci piacerebbe che la pioggia quest’anno spazzi via la tristezza di chi è meno fortunato di noi e vive senza una casa e una famiglia e senza cibo. Senza un posto dove vivere e lavorare.

Vorremmo che la pioggia porti via l’INDIFFERENZA delle persone che stanno solo a guardare bambini che non possono andare a scuola perché devono andare a lavorare o in guerra. Ci piacerebbe che in tutti i paesi anche quelli meno fortunati, la gente si possa vaccinare e curare come noi.

Sarebbe bello se tutti i muri che separano le persone venissero distrutti e se tutti gli spazi chiusi diventassero aperti per raccogliere i bambini di tutto il mondo perché il mondo non si può chiudere con dei muri.

E per finire una grande preghiera: ti prego fai che la scuola non chiuda mai perché abbiamo da imparare tante cose e vivere in compagnia nuove esperienze. Vorremmo tanto tornare ad abbracciarci e a scambiarci le penne, i temperamatite, la merenda. Ma soprattutto rivedere i nostri sorrisi e quelli dei nostri compagni senza mascherine.

Ti auguriamo un Buon Natale

È arrivata la sua risposta:

10 dicembre 2021 Polo Nord

Cari bambini

Oggi qui è una bellissima giornata di sole anche se molto fredda. Anche qui è piovuto e nevicato tanto. Non preoccupatevi perché prima o poi la pioggia finisce e arriva il sole che scalda e asciuga tutto.

Non so se riuscirò a fare quello che mi avete chiesto. Avrò bisogno del vostro aiuto. Intanto iniziate voi ad aiutare chi vi sta vicino. Soprattutto cercate di far capire agli adulti che conoscete che devono darvi il buon esempio. Dovete aiutarli ad avere il cuore di un bambino e a guardare il mondo come lo guardate voi.

Lettera di gruppo dei bambini e delle bambine della classe IV primaria Piermarini capoluogo

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Lettere dei ragazzi e delle ragazze della scuola secondaria di primo grado Carducci                                                          

Caro Babbo Natale,

Per questo Natale non voglio giochi ,vestiti o cose che ti ho sempre chiesto . Voglio qualcosa di speciale che aiuti la comunità.

In Italia, abbiamo la fortuna di avere dei diritti che in altri paesi non vengono rispettati. In Pakistan e in Afghanistan ad esempio, solo i maschi possono andare a scuola e le donne sono costrette a rimanere a casa. Il loro compito è sposarsi, fare i lavori di casa e fare figli.

Purtroppo ci sono uomini che credono di poter usufruire della loro donna come vogliono, difatti in Pakistan o Afghanistan le donne sono costrette ad uscire con il burqa, che copre tutto il volto e i capelli lasciando solo  un buchino per gli occhi. Io penso che così una donna perde la propria identità, la propria bellezza e il suo valore. Io per Natale vorrei un mondo nuovo per tutti noi, vorrei cambiare l’idea di certe persone ,che pensano di poter maltrattare le donne e di poterle usare come vogliono .

Vorrei che in posti come il Pakistan le ragazze possano andare a scuola senza avere paura delle conseguenze, che possano pensare di avere un altro futuro oltre a quello della casalinga.

Penso anche che tutto ciò può essere possibile solo però se ci impegniamo perché il vero Babbo Natale siamo tutti noi e se vogliamo possiamo farci il regalo di un mondo migliore.

Klerisa

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24/12/2021 Vigilia di Natale

Caro Babbo Natale,

Quest’anno ti chiederò in dono qualcosa di un po’ insolito ma a cui tengo tanto.

Vorrei che mi concedessi per sempre la capacità di comprendere lo scorrere del tempo. Va solo in avanti, non si può tornare indietro per rimediare agli errori fatti. Te ne occupi ora o non lo farai mai più.

Il mio desiderio è quello di capire, nel momento esatto, che tutto ciò che mi sta accadendo non sarà eterno: un giorno sarà solo un lontano ricordo, stretto e chiuso nella mia testa.

Vorrei però vivere tutti i miei momenti con le persone alle quali voglio bene; in questo modo il ricordo non resterà intrappolato nella mia mente ma sarà custodito nel mio cuore e potrò così raccontarlo a chi verrà dopo di me.

È per questo che ti chiedo aiuto.

Voglio passare il mio tempo con chi amo, sia i momenti belli sia quelli brutti, sia le amarezze sia le dolcezze, sia le risate sia i pianti. Non importa cosa fai nel tuo tempo, l’importante è con chi decidi di trascorrerlo perché, passato con le persone giuste, può diventare l’avventura più bella della tua vita e la mia famiglia e i miei amici me lo hanno fatto capire.

Ti ringrazio infinitamente.

Buon Natale.

Beatrice

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Caro Babbo Natale,

Sono Caterina e ho dodici anni.

Quest’anno non sono molto felice, anzi sono molto arrabbiata e triste e questo perché il Covid ha fatto  scordare a me è a tutto il mondo quanto è bello dare un abbraccio alle persone più importanti  della nostra vita e quanto è bello lo stare insieme, senza la paura di  contagiarci. 

A scuola per esempio, dobbiamo portare sempre la mascherina, dobbiamo stare il più tempo possibile sui banchi, non possiamo stare tanto vicini al nostro compagno di banco e persino non possiamo alzarci per la ricreazione. Tutto ciò mi pesa molto, ma lo rispetto, con la speranza che tra poco tutto questo finisca e torneremo come prima a vivere serenamente.

Il Covid però, mi ha fatto riflettere su quanto siano importanti i piccoli gesti di ogni giorno, mi ha permesso di apprezzare la bellezza della vita, anche perché a scuola, ho letto che ragazzi della mia età, in altri paesi del mondo, sono costretti a lavorare invece di divertirsi e di godersi la propria vita o perché la loro cultura non lo permette o semplicemente perché sono poveri. Così per questo Natale mi piacerebbe che mi facessi questo regalo: insegnami a lamentarmi di meno, riflettere su quello che mi offre la vita e trovare sempre il bello anche nei momenti e nelle situazioni difficili.

Caterina

Caro Babbo Natale,

Io per quest’anno vorrei che tornasse tutto come era prima della pandemia, a quei tempi era tutto migliore.

Prima della pandemia, a Natale, ci si riuniva tutti insieme, genitori, nonni, zii e cugini e si andava tutti al ristorante per mangiare e per parlare. Da quando è scoppiata la pandemia il Natale lo abbiamo passato a casa solo con i genitori e i nonni.

La notte del 24 dicembre ricordo che si andava a messa e dopo la messa ci si riuniva con gli educatori del catechismo tutti insieme, ci scambiavamo gli auguri e in quell’occasione si dava ai bambini la cioccolata calda e agli adulti il vin brûlé, ma in questi ultimi due anni questo incontro non è stato più possibile farlo. 

Anche la mattina del 25 dicembre è tradizione, nella mia casa, andare sotto l’albero a scartare i regali. Quello che a me piace di più del Natale è lo stare insieme, preparare il pranzo insieme e passare il pomeriggio a giocare.

Caro Babbo Natale vorrei pure che i poveri che non si possono permettere il necessario per sopravvivere possano avere un piatto caldo sulla loro tavola, vorrei che coloro che non hanno il lavoro o che lo hanno perso possano trovarlo per guadagnare i soldi necessari a mantenere sé stessi e la propria famiglia, inoltre vorrei che nel mondo finisse lo sfruttamento minorile perché i bambini sono tutti uguali e devono avere tutti gli stessi diritti. Vorrei che nei paesi in cui c’è la guerra, cosa orribile, finisca per sempre e che ci sia la pace.

Vorrei che il terrore, che i talebani infondono sul popolo afghano, finisca per sempre e che le donne abbiano gli stessi diritti dell’uomo, che possano uscire liberamente senza il burqa e senza dover essere accompagnate da mariti o fratelli, che possano andare a scuola, che possano lavorare come fanno tutte le donne del mondo occidentale.

Io penso che noi siamo molto fortunati a passare in questo modo così privilegiato il Natale e tutti i giorni della nostra perché non ci manca niente di importante.

Questo è tutto quello che vorrei per Natale, so che è tanto ma spero che si avveri.

Ti riscriverò il prossimo Natale, un bacione e un abbraccio grande!

Samuele

Samuele

Caro “Babbo Natale”,

Quest’anno non voglio chiederti le solite cose che ti chiedono tutti i ragazzi, ora ti spiego…

In questo momento stiamo vivendo in una situazione difficile, la pandemia del Coronavirus o Covid-19, che ci  costringe a rinunciare a molte cose che, prima di questo periodo, ci sembravano scontate, per esempio poter stare vicini senza indossare la mascherina, abbracciarsi, stare insieme, fare feste di compleanno… Purtroppo questo non è più possibile da ormai quasi  due anni e quindi per prima cosa vorrei che si potesse tornare alla “normalità”.

Ti chiedo anche che tutti i bambini, in tutti i paesi, possano andare a scuola, giocare, divertirsi, stare con gli amici e soprattutto   che non lavorino, perché i bambini hanno il diritto di essere istruiti e conoscere le cose. Per le donne chiedo che invece possano fare il lavoro che a loro piace e non dover stare rinchiuse in casa a fare le faccende domestiche.

Anche il nostro pianeta sta vivendo un momento difficile a causa del riscaldamento globale e dell’inquinamento di mari, spiagge, boschi, strade. Per salvarlo abbiamo bisogno di essere più responsabili e più attenti a ciò che facciamo.

Caro Babbo Natale, regala poi la pace a quei bambini e a quelle famiglie che sono dovute scappare dal loro paese. Credo che certamente non saranno stati contenti di farlo ma penso che non potevano farne a meno. Magari adesso non si trovano molto bene nel nuovo paese ma se le persone cercano di essere gentili con loro e accoglierli, riusciranno ad ambientarsi e a trovarsi degli amici.  Regala a questi bambini la possibilità di stare bene anche in quello che non è il loro paese di origine, al sicuro, lontano dai pericoli, in salute, felici e amati.

Se ti domandi perché quest’anno non ti ho chiesto le solite cose ma ho scritto questi desideri un po’ insoliti,  è perché per esempio il computer nuovo, il telefono nuovo o anche semplicemente un gioco può essere utile o piacevole solo per me, invece questi desideri, se si realizzeranno faranno felice il mondo intero.

Grazie.

Matilde

*   *   *

Caro Babbo Natale,                                                                                                                                 

penso sia arrivato il momento di scrivere la famosa letterina per Natale.

Tutti i bambini e bambine chiedono di ricevere giochi, scarpe, vestiti… io, invece, vorrei chiedere delle cose più particolari:

– molte donne e bambini non possono usufruire dei propri diritti, vengono discriminati e vengono obbligati a non avere l’istruzione. Per esempio in Afghanistan, le donne sono obbligate ad uscire SOLO se accompagnate da un uomo: marito, padre o fratello; devono uscire con un “mantello” chiamato burqa, e se non rispettano queste “regole”, o leggi, vengono maltrattate, o persino uccise.

– il covid, un virus, una pandemia, che ha cambiato la vita di tutto il mondo. A causa di questa malattia tutti abbiamo perso le abitudini che avevamo una volta: uscire con gli amici, stare con i propri cari, passare le feste in gruppo, e moltissime persone muoiono, soprattutto gli anziani. Oggi tutti pensano solo ad igienizzarsi, ad uscire con la mascherina, a non ammalarsi.  Ormai sono quasi tre anni che esiste questo virus, spero che tra poco sparirà per sempre.

Ti vorrei chiedere di far sparire tutto ciò, la povertà nei paesi, la discriminazione dei diritti dei bambini e delle donne, il covid…

Dunque Babbo Natale non farmi regali. Per quest’anno ti chiedo solo di realizzare questi miei desideri, nient’ altro.

Grazie, da Melissa

Melissa M.

*   *   *

Caro Babbo Natale,

Quest’anno mi piacerebbe trascorrere un natale un po’più “normale”, ma questa brutta pandemia sembra non voler andare via, allora il mio desiderio semplicemente quello di passarlo in famiglia, in serenità e soprattutto in salute.

Anche se ho 12 anni, in questi due anni, ho capito che a volte siamo attenti a cose stravaganti, ed eventi straordinari, quando invece la sola cosa importante è vedere intorno le persone a cui tieni di più.

Il covid mi ha portato via mio nonno paterno e da allora ho solo desiderato di svegliarmi e poterlo  trovare accanto a me, come se la sua morte fosse un brutto sogno. In futuro ti chiedo solo di proteggere tutta la mia famiglia. Non chiedo regali, né cose preziose ma solo un po’ di normalità e pace.

Fa che anche la scuola sia un momento di condivisione, di crescita e di insegnamento.

Adoro tutti i miei professori perché mi hanno sempre sostenuto ed incoraggiato nonostante il mio timido e riservato carattere. Ma spero che in futuro, non ci siano più lunghi periodi di assenza e didattica a distanza, perché anche la scuola per me è famiglia, è calore, è casa.

Vorrei accendere la televisione e non sentir più parlare di pandemia, di fame nel mondo, di sfruttamento minorile, di abusi o guerre.

Vorrei che il mondo tornasse un po’ come noi, un po’ bambino, e che la vita fosse per tutti noi un po’ più serena, pacifica, leggera e piena di amore.

Lo so che ti ho chiesto tanto, ma non ti farò spendere soldi, per i miei desideri, basterebbe solo un po’ di collaborazione di tutti e un po’ di quella polverina magica, che lasci mentre sorvoli i tetti delle nostre case con le tue fantastiche renne.

Buone feste mio caro Babbo Natale!

Melissa P.

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Caro Babbo Natale,

quest’anno avrei un desiderio un po’ insolito che vorrei che tu realizzassi, riguarda il futuro: in futuro vorrei che il mondo cambiasse, vorrei che tutti noi vivessimo in un mondo dove ognuno è accettato per come è, un mondo nel quale non ci sono discriminazioni, né per il proprio aspetto esteriore né per il proprio carattere, un mondo nel quale nessuno è giudicato per chi ama, un mondo senza pregiudizi, un mondo dove tutti sono liberi di esprimere la propria opinione senza essere attaccati o insultati. Un mondo migliore a tutti gli effetti, un mondo dove tutti possono mostrarsi per come sono veramente, senza avere paura del giudizio della gente. Ad oggi sono poche le persone che riescono ad andare avanti senza farsi condizionare del giudizio degli altri. Io non sono una di quelle. Mi sono sempre fatta condizionare dal giudizio degli altri. Ho sempre avuto paura del giudizio altrui, paura dell’idea che si potrebbero fare su di me, paura di essere me stessa. È per questo uno dei miei desideri più grandi, poter vivere senza aver paura del punto di vista e dei pregiudizi degli altri.

Questo è il mio desiderio più grande per questo Natale, spero che riuscirai ad esaudirlo.

Martina

*   *   *

Caro Babbo Natale,

Per Natale vorrei che tutto, o quasi, cambiasse…

Vorrei che per un po’ il tempo si fermasse, per fare un respiro profondo e tornare per un attimo a quando ero bambina, senza pensieri, senza problemi, senza il bisogno di dover per forza capire il perché delle cose.

Vorrei tornare a correre insieme ai miei cugini, saltare in braccio a mio nonno e fargli gli auguri di Natale.

Vorrei tornare ad affacciarmi dalla finestra aspettando le lucine della tua slitta e poi girandomi trovare i regali sotto l’albero.

Vorrei la bella, unica e inimitabile SPENSIERATEZZA di quando ero bambina.

Puoi esaudire il mio desiderio?

Angelina

*   *   *

Caro Babbo Natale,

hai presente tutte le volte che ti ho chiesto qualcosa?

Come se tu fossi la mia ultima speranza, l’ultima luce nell’oscurità.

Tutte quelle volte che, nel mio cuore, ti ho chiesto la pace nel mondo, come se magicamente da un giorno all’altro tu riuscissi a cambiare ogni cosa.

Forse ciò che ti chiedevo era troppo, anche per te.

 E ora sono consapevole che da solo non saresti riuscito….….perchè per raggiungere la pace serve l’aiuto di tutti.

E allora….quale momento migliore se non il Natale, festa che trascorriamo con le persone che amiamo,  per riflettere un po’ e capire finalmente che il futuro è nelle nostre mani?

Rachele

*   *   *

Caro Babbo Natale

Quest’anno per Natale avrei un’importante richiesta da farti; quello che vorrei come regalo è che tutti i bambini del mondo avessero la possibilità di andare a scuola. Vorrei per tutti loro una scuola proprio come la mia, dove si impara divertendosi; piena di amici, con insegnanti gentili, preparate e comprensive, che cercano di aiutare chi è più in difficoltà, non lasciando indietro nessuno.

Una scuola in cui lo studio si alterni a momenti di divertimento come quello che, qualche giorno fa, ho avuto con la mia classe, creando gli addobbi, per l’albero di Natale dell’istituto, con le nostre mani.

Una scuola dove venga insegnato il rispetto per gli altri, per i loro tempi e le loro difficoltà, dove tutti vengano rispettati per quello che sono, nello stesso modo; dove la diversità diventi arricchimento e non motivo di allontanamento.

Se tu esaudissi questo mio desiderio, oltre me, faresti contenta molta altra gente e quello che io vorrei, caro Babbo Natale, è proprio un mondo di persone felici.

Andrea

*   *   *

Caro Babbo Natale,

anche quest’anno ti scrivo; non ti invio la solita lettera con la lista dei regali ma ti chiedo di sognare come faccio io tutti i giorni. Quando sogno, mi incanto e comincio a viaggiare con la mente proprio come facciamo noi ragazzi quando navighiamo nel web, ma al posto di farlo con il computer lo faccio nella mia testa.

Mi capita spesso nell’ultimo periodo, quando mi annoio oppure davanti ad una pizza calda, di pensare alla scuola, la mia “seconda casa” come la chiamo io, il posto dove imparo, mi diverto e dove riesco a stare bene. Con il passare del tempo però, la mia seconda  casa è iniziata a vacillare sotto i colpi di un terremoto che viene chiamato COVID-19, questo terribile ospite indesiderato ci ha allontanato dai nostri cari, dai nostri amici e dalle persone che amiamo. Ci ha isolato, terrorizzato e paralizzato, ci ha fatto conoscere il lato brutto della vita ma anche dato la forza per ricominciare e ripartire. Con molta fatica ci siamo rialzati e dopo essere stati a casa. siamo tornati a scuola e ad una vita quasi normale…..

Caro Babbo Natale, ti chiedo che questo possa non succedere mai più, permettici di tornare a vivere la magica sensazione delle festività che ci avvolgono come una coperta calda, di passare un Natale fantastico insieme ai nostri amici e con i nostri cari ma anche insieme ai nostri professori.

Caro Babbo donaci il bene, la capacità di creare quell’ armonia fra persone necessaria per evitare che ci siano ancora eventi come il razzismo, il bullismo e l’omofobia che purtroppo accadono, ancora oggi, intorno a noi.

Un desiderio però lo avrei….. Ricevere in prestito le tue renne affinché cavalcandole accompagnino, me e tutti i bambini solo per pochi istanti, in alto nel cielo per poter rivedere i nonni che non abbiamo potuto salutare.

Caro Babbo Natale finisco di scrivere questa lettera come l’ho iniziata , con queste parole: “Quest’anno ti chiedo di far sognare tutte le persone del mondo come faccio io tutti i giorni….” Grazie per avermi ascoltato.

Edoardo

Poesia per Natale

Quest’anno ho deciso

Chiederò per Natale

Regali fantastici ma immateriali

Pace nel mondo, per tutti i viventi

E che da ora in poi non soffran più stenti

Che siano pieni di gioia a tutte le età

Che ricevan sorrisi e felicità

Che regni in terra un fervido amore

Ma che duri tanto e non poche ore

Un diffuso senso di spensieratezza

Che sfiori il mondo come una carezza

Che avvolga i grandi, che avvolga i piccini

E faccia sentire gli uomini un po’ più vicini

Che raggiunga persone anche in posti lontani

Scaldandogli i cuori e non solo le mani

Vorrei aggiungere inoltre alla mia letterina

Una cosa già desiderata da prima

La scomparsa delle disuguaglianze

Che forse è difficile seduta stante

Ma che almeno germogli nell’anima di tutti

Tolleranza e rispetto che daran i loro frutti

Se è rimasto qualcosa infine per me

Un’ ultima cosa da chiedere c’è

Per questo inverno, per questo Natale

Per farmi passare una festa speciale

Quando tu passi con la tua slitta

Per favore fai scendere una neve fitta

Con fiocchi leggiadri e piccolini

Per far divertire tutti i bambini

Nicola scuola secondaria di primo grado Galilei

(continua nella seconda parte in uscita domani!)

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