Scuola

Eppur si muove…

Sabina Antonelli apre la sezione Scuola del numero di Febbraio.

#scuola
Di Sabina Antonelli
In foto: Studenti in gita.


Gli studenti si muovono, gli insegnanti si interrogano. Quanto a noi, cercheremo di dare conto degli uni e degli altri. Per questo numero abbiamo cominciato a raccogliere alcune  preziose testimonianze di insegnanti e studenti che vivono la scuola ed abitano i suoi spazi fisici ma anche mentali, comunicativi e relazionali come luoghi privilegiati per avvicinarsi, comprendere e agire sulla complessità della vita.

Le scuole infatti sono, sempre di più, sistemi sociali articolati, che si affacciano su orizzonti di giorno in giorno più ampi e diversificati. Sono luoghi vivi di relazioni ed esperienze che diventano apprendimenti se incontrano una didattica attiva, aperta a stimoli sempre nuovi, fondata su metodi che dovrebbero coinvolgere l’intera comunità nell’avventura della conoscenza.

Ci piace dunque “dare voce a più voci” specie in questo momento in cui la scuola fa i conti con un contesto sociale, storico, culturale, sanitario ecc… veramente difficile; che ha avuto ed ha tutt’ora, conseguenze pesanti anche all’interno delle istituzioni scolastiche.

La fragilità dei ragazzi e delle ragazze, amplificata da due anni di pandemia, non ha avuto, nella maggioranza dei casi, l’attenzione e la cura che le dovevamo e abbiamo mostrato la nostra incapacità di rispondere adeguatamente ai loro bisogni.  La rabbia che, giustamente e per fortuna, secondo me, i nostri studenti hanno mostrato in occasione della morte di un loro compagno appena diciottenne, ha ricevuto da parte di chi li avrebbe dovuti sostenere e invece li ha caricati una risposta a mio avviso oltraggiosa nei confronti di qualunque principio di democrazia e rispetto .

Le riflessioni sugli esami di stato, con schieramenti diametralmente opposti; le indicazioni per la gestione della pandemia che si sommano a tante altre precedenti, tutto questo sta creando confusione e arbitrarietà dentro le stesse scuole, che interpretano diversamente norme diversamente interpretabili. C’è un clima faticoso, troppe volte aggressivo che, da tempo, permea le nostre azioni di adulti ed adulte anche per questioni risolvibili con il colloquio, il confronto, l’incontro.  Invece siamo sempre in difesa, pronti a sbranarci. 

C’è veramente da chiedersi dove sia finita quella mitezza della didattica e, al contempo, quella determinazione e quella combattività che caratterizzava la meravigliosa persona di Mario Lodi di cui il 17 si festeggiano i primi 100 anni di vita. Non poteva mancare un nostro tributo a questo grande Maestro di scuola e di Vita.

Per ultimo, ma non ultimo di importanza, abbiamo l’intervento del dirigente scolastico Francesco Valecchi che, come sempre, ci accompagna in un lungo cammino di riflessioni e domande sull’etica della scuola e nella scuola.

Buona lettura a tutte e tutti voi

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